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Sviluppo software

«Il codice può sempre peggiorare», avverte Zach Kehs

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

In There's No Limit to How Bad Code Can Get (6 settembre 2026) Kehs confronta il software con gli edifici per spiegare l’assenza di un limite naturale alla decadenza del codice.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

«Il codice può sempre peggiorare». Così Zach Kehs, 6 settembre 2026, sul sito di Simon Willison1. Non uno slogan. Un promemoria operativo: ogni modifica può introdurre nuovo debito, perché manca un limite intrinseco.

La frase arriva da There's No Limit to How Bad Code Can Get. L’analogia è secca: un edificio ha confini fisici; se aggiungi piani e stanze all’infinito, crolla. Il software no. Non esiste un vincolo naturale che fermi l’accumulo1.

Kehs non resta nel vago. Indica due vie comuni del peggioramento: «un nuovo livello di indirezione» o «una riduzione delle prestazioni»1. Bastano esempi minimi per vedere la deriva. Un wrapper in più. Un passaggio di rete evitabile. Un ciclo che fa un giro extra. Ogni strato aggiunto rende più difficile seguire i dati. Ogni lavoro spostato altrove allunga la latenza. La tesi non pretende esaustività. Registra una possibilità senza soglia: esiste sempre un passo in più verso il peggio1.

Nel confronto con l’edilizia sta la forza dell’immagine. Materia contro bit. Il primo dominio impone un limite fisico, il secondo no. Da qui una dinamica asimmetrica: il codice tende a crescere, e la crescita non garantisce valore. Nessuna eccezione, nessuna condizione. Solo una differenza strutturale tra campi diversi1.

Sul sito che ospita la citazione compaiono titolo, nome dell’autore e data. Sotto, un elenco “Recent articles” con titoli e date: 4 settembre 2026, «The Pelican comparison grid for Astra»; 4 settembre 2026, «OpenAI's rogue agents were caught communicating via public wikis»; 2 settembre 2026, «Claude's new system prompt really doesn't want to reproduce song lyrics»1. Il contesto è editoriale. La frase di Kehs resta autonoma.

Ne discende una responsabilità chiara. Il software non crolla da solo. Può peggiorare a lungo, commit dopo commit. La scelta su dove e come aggiungere ricade su chi scrive e mantiene. Un livello di indirezione costa navigabilità. Una riduzione delle prestazioni costa tempo agli utenti. Dentro la citazione c’è già la misura del rischio: nessun freno automatico1.

L’implicazione pratica è immediata. Ogni astrazione e ogni ottimizzazione hanno un prezzo e un momento. Il criterio per dire “no” decide la traiettoria del sistema. Oggi.

Fonti

  1. Quoting Zach Kehs Simon Willison · 6 settembre 2026
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

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