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Un dominio su cinque tra le nuove gTLD del 2025 potrebbe essere una truffa

Un'analisi citata da Terence Eden segnala che fino al 20% delle nuove registrazioni gTLD del 2025 è stato associato ad abuso o inserito in blocklist [S1].

Un dominio su cinque tra le nuove gTLD del 2025 potrebbe essere una truffa

Un dominio su cinque tra le nuove gTLD del 2025 potrebbe essere una truffa

Nel 2025 sono state registrate 85 milioni di nuove gTLD. Di queste, 8,5 milioni risultano già in blocklist a maggio. La stima d’abuso va dal 10% al 20%. In pratica: fino a un dominio su cinque potrebbe servire a truffe [S1].

Terence Eden mette insieme i numeri da un rapporto di Interisle, rilanciato da Andrew Campling. Li interpreta così: il 10% è una soglia minima plausibile; il dato più vicino alla realtà è intorno al 20% [S1]. Scrive senza giri di parole: “One in five newly registered domains with a gTLD are scams.” E definisce la situazione “a bloody crisis” [S1].

Simon Willison rilancia con un titolo netto: “The purpose of DNS is to spread scams.” Il suo post del 6 settembre 2026 apre con quella tesi e ammette: “I had no idea.” Aggiunge: “Apparently ICANN have been discussing this problem for years” [S1]. Collega la lettura ai dati citati da Eden e al rapporto Interisle. Parla di “a terrifyingly high rate” riferendosi alla proporzione indicata [S1].

Il nocciolo è numerico e circoscritto nel tempo: nuove registrazioni gTLD nel 2025; inserimenti in blocklist entro maggio dello stesso anno. Su questo scarto si fonda la stima tra il 10% e il 20% [S1]. Eden la presenta come intervallo credibile, con il 20% “probabilmente” più vicino all’osservato [S1].

Per chiarezza: gTLD indica i domini di primo livello generici. La metodologia, per come emerge dai testi citati, confronta il totale delle nuove registrazioni con i domini apparsi nelle blocklist entro i primi mesi dell’anno. Le fonti non dettagliano come sono costruite le blocklist né la loro copertura. Questo pone limiti alla stima, che resta un’indicazione basata su elenchi di blocco e su un periodo limitato [S1].

Non ci sono, nel post di Willison, dettagli operativi sulle discussioni in ICANN. C’è la constatazione che se ne parla “da anni” [S1]. Il punto resta invariato: il Domain Name System, nella pratica descritta da Eden e dal rapporto citato, funziona come un vettore efficace per le truffe, con un tasso che gli autori definiscono alto e preoccupante, ancorato ai conteggi di registrazioni e blocchi nei primi mesi del 2025 [S1].

La chiusura di Willison aggiunge una cornice istituzionale: se il problema è sul tavolo da tempo, il tema non è episodico ma strutturale nel rapporto tra nuove registrazioni gTLD e abuso. Quanto pesi davvero, dipende anche da ciò che le blocklist includono o lasciano fuori — un dettaglio che le fonti, per ora, non chiariscono [S1].