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Instagram etichetta foto originali come "AI Content" e ignora immagini generate
Utenti segnalano etichette applicate erroneamente a foto non generate con AI e mancate etichettature per immagini sintetiche, mettendo in dubbio il sistema di rilevamento di Meta [S1].
Instagram etichetta foto originali come "AI Content" e ignora immagini generate
Instagram sta applicando l’etichetta “AI Content” a foto originali o appena ritoccate, mentre immagini effettivamente generate con IA passano senza avviso, secondo segnalazioni degli utenti nelle ultime settimane [S1].
Le etichette visibili servono a far riconoscere subito i contenuti sintetici. In pratica, però, diversi utenti dicono che il sistema sta etichettando come “AI Content” immagini che non sono state create né modificate con strumenti generativi. Allo stesso tempo, immagini realmente prodotte con IA non vengono marcate. Il risultato, scrivono, è un feed dove la fiducia vacilla [S1].
Le cause del tagging sembrano variare. Molte segnalazioni indicano un elemento comune: piccoli ritocchi. Utenti riferiscono l’attivazione dell’etichetta dopo operazioni come la rimozione dello sfondo con strumenti come il Background Remover di Canva o interventi minimi di correzione delle imperfezioni. Un utente su Threads afferma che l’avviso compare “ogni volta che c’è il bg remover”. Un altro racconta di aver usato Canva per rimuovere “una macchiolina”, e di aver visto l’intera immagine segnata come “AI Content” su Instagram [S1].
Non si tratta solo di falsi positivi. Secondo le stesse segnalazioni, contenuti generati con IA non vengono etichettati come tali. La combinazione di immagini originali marcate e immagini sintetiche non marcate mina l’obiettivo dichiarato delle etichette, che dovrebbero aiutare a orientarsi tra contenuti autentici e generati [S1].
Il quadro che emerge dai racconti è quello di un sistema incoerente. Scatti quasi intatti finiscono etichettati dopo minime correzioni. In parallelo, immagini che dovrebbero ricevere l’avviso lo eludono. Gli utenti notano differenze imprevedibili anche tra modifiche simili: in un caso l’etichetta compare, in un altro no. La percezione è di un rilevamento che non colpisce nel segno e produce segnali misti [S1].
Il tema tocca il cuore dell’esperienza in piattaforma. Se l’etichetta è poco affidabile, perde utilità anche per chi cerca un’indicazione rapida sulla natura di ciò che scorre nel feed. Un avviso applicato a una foto quasi non ritoccata riduce il valore dell’etichetta quando davvero accompagna un’immagine sintetica. E l’assenza dell’avviso su contenuti generati amplifica la confusione [S1].
Le testimonianze citano in particolare l’effetto di strumenti di fotoritocco comuni, come la rimozione dello sfondo o piccole correzioni estetiche. In questi casi, l’intervento minimo sembra bastare a far apparire l’etichetta. La descrizione “ogni volta che c’è il bg remover” riassume il malcontento: l’azione di un tool non generativo finisce per innescare un avviso che il pubblico associa a contenuti creati con IA [S1].
Secondo queste segnalazioni, il bilancio è netto: etichette su immagini che non le meritano e mancate etichette dove servirebbero. Questo, scrive chi denuncia il problema, lascia l’impressione che su Instagram non ci si possa fidare di nulla [S1].