Sabato 24 ottobre 2026
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Intelligenza artificiale

Alphabet progetta un nuovo chip server “Frozen v2” per rendere più efficienti i modelli Gemini

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Il nuovo chip interno, previsto entro il 2028, promette un'efficienza di 6-10× in token per watt rispetto ai chip attuali, secondo indiscrezioni.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Alphabet sviluppa un chip server interno, nome in codice “Frozen v2”, con uscita indicativa nel 2028 e un obiettivo di efficienza 6-10 volte superiore per i modelli Gemini1.

La metrica citata misura i token generati per unità di potenza. Le fonti la usano per quantificare il miglioramento rispetto ai chip AI attuali di Google. Restano non specificati i carichi, le condizioni di test e l’esatta base di confronto, elementi necessari per interpretare quel range1.

Le informazioni arrivano da The Information, che cita fonti anonime. TechCrunch le ha riprese e ha chiesto conferma a Google. L’azienda non ha confermato né smentito. Ha diffuso una nota che inquadra il lavoro come ricerca “full stack” su hardware e software, ricordando che non ogni progetto entra in produzione1. “I nostri team ricercano e sperimentano costantemente nuove innovazioni per offrire massime prestazioni ed efficienza. Sebbene non ogni progetto passi in produzione, questa esplorazione rigorosa è centrale nel nostro approccio full stack”, ha dichiarato un portavoce a TechCrunch1.

Nel quadro pubblico compaiono tre elementi: un nome in codice, una finestra temporale e una metrica di efficienza. Tutti provengono dalla stessa catena di fonti e dalla replica ufficiale. Non emergono dettagli su architettura, partner o fasi di test. Anche la scala del confronto (“chip AI attuali di Google”) resta generica e legata al parametro token-per-potenza, senza ulteriori breakdown1.

L’obiettivo dichiarato di “Frozen v2” è far operare i modelli Gemini in modo più efficiente. Un salto di 6-10 volte su una metrica energetica avrebbe impatti diretti su costi e capacità solo se replicato su carichi reali; per ora non ci sono dati pubblici su scenari, benchmark o modalità di misurazione adottate dalle fonti1.

Nel settore, diverse aziende di AI stanno progettando chip proprietari per migliorare l’efficienza dei modelli e allentare i vincoli di calcolo. TechCrunch colloca l’iniziativa di Alphabet in questa tendenza di integrazione verticale e ottimizzazione dell’infrastruttura, senza indicare numeri comparativi esterni o tappe intermedie del progetto1.

La posizione di Google lascia aperti più esiti: il lavoro prosegue, ma l’azienda ribadisce che non ogni iniziativa di ricerca diventa prodotto. In assenza di conferme tecniche, l’orizzonte 2028 e la metrica token-per-potenza restano coordinate indicative del perimetro di esplorazione1.

Prossimi sviluppi utili riguarderebbero due aspetti: la definizione pubblica del metodo di misura della metrica e la specifica del baseline usato per il confronto. Senza questi dati, la portata dell’eventuale avanzamento resta difficile da valutare oltre l’enunciazione del range fornito dalle fonti1.

Fonti

  1. Google is working on a new AI chip designed to make Gemini more efficient TechCrunch — AI · 20 luglio 2026
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