Anthropic applica watermark invisibile ai testi di Claude per l'AI Act
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da fonti pubbliche, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Claude userà 'una versione' di SynthID-Text per inserire marchi leggibili da macchina nei testi generati, mentre per le immagini arriva il supporto C2PA.
Anthropic applicherà watermark invisibili ai testi generati da Claude usando “una versione dell’approccio SynthID-Text”, una tecnologia open source sviluppata da Google DeepMind che crea pattern rilevabili basandosi sulle probabilità delle parole. L’azienda lo ha annunciato venerdì per rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act dell’Unione Europea.
La funzione di marcatura testuale arriva insieme al supporto C2PA per le immagini processate da Claude. Anthropic introduce entrambe le novità per adempiere ai requisiti europei, che chiedono marchi leggibili dalle macchine su audio, immagini, video e testi sintetici per consentirne il riconoscimento come generati o manipolati artificialmente.
Anthropic afferma che i watermark testuali non renderanno Claude più costoso per gli utenti. Aggiunge che non avranno “alcun impatto pratico” sulla qualità o sul contenuto degli output. L’obiettivo è quindi rendere il testo rilevabile dagli strumenti senza modificare l’esperienza di lettura o il costo del servizio.
L’azienda descrive il funzionamento in termini probabilistici. SynthID‑Text crea pattern riconoscibili sfruttando il modo in cui un modello linguistico sceglie le parole. Nella spiegazione fornita, Anthropic parte da una frase come “The weather today was cold and…”. Il prossimo termine ha probabilità diverse: ad esempio, una parola come “sugary” risulta molto improbabile in quel contesto. La marcatura opera dentro queste scelte lessicali, senza aggiungere segni visibili nel testo.
Anthropic definisce il proprio sistema “una versione” dell’approccio SynthID‑Text reso disponibile come open source. Nel comunicato, collega esplicitamente questa adozione all’esigenza di conformarsi alle regole europee di trasparenza per i contenuti sintetici. L’AI Act richiede che i materiali artificiali includano marcature machine‑readable che ne permettano il rilevamento come generati o manipolati, e la soluzione illustrata da Anthropic si muove in questa direzione.
Secondo l’azienda, la marcatura non cambia ciò che l’utente vede né il modo in cui legge un testo generato da Claude. La promessa è che il contenuto resti invariato per il lettore umano, ma incorpori schemi statistici riconoscibili da strumenti di controllo automatico, senza conseguenze sul prezzo o sulle prestazioni percepite.
La fonte non indica ulteriori dettagli oltre a quelli sopra elencati. Non riporta specifiche tecniche aggiuntive sul sistema, né menziona tempistiche più precise o strumenti pubblici di verifica dedicati alla marcatura testuale. Le informazioni disponibili si limitano alla descrizione generale dell’approccio, all’integrazione con C2PA per le immagini e alle dichiarazioni su costi e qualità.
La combinazione tra marcatura testuale basata su probabilità e supporto C2PA per le immagini delinea il quadro delle misure che Anthropic sta adottando per l’Europa: un sistema di segnalazione invisibile al lettore ma progettato per essere rilevabile dalle macchine, applicato ai formati che l’AI Act include tra quelli soggetti a trasparenza.
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