Anthropic rilascia Sonnet 5.5 e lo adotta nel piano gratuito di claude.ai
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Secondo il rilascio del 28 settembre 2026, Sonnet 5.5 è più veloce e meno costoso di Sonnet 5, ma mostra un bug nei test di generazione SVG.
Anthropic porta Sonnet 5.5 nel piano gratuito di claude.ai e promette prestazioni più alte a costo più basso: “30%+ più veloce” e “fino al 30% in meno” rispetto a Sonnet 5, a parità di listino1.
Nel post che ha acceso la discussione, Simon Willison nota che Sonnet 5.5 “sembra battere” il predecessore in molti test e “dovrebbe anche essere più economico da far girare”, pur mantenendo lo stesso prezzo di listino di Sonnet 51. Il punto pratico, per chi usa claude.ai senza abbonamento, è semplice: ora il modello di default del livello free è Sonnet 5.51.
Un solo paragrafo tecnico, con numeri alla mano. Willison chiede al modello di generare un pellicano che va in bicicletta, in SVG e 3D, e gioca con lo “sforzo di ragionamento”1. A impostazione “max” il modello pensa per 128.000 token, costa 1,28 dollari, finisce i token e non produce l’SVG. È lo stesso comportamento che aveva visto con Opus 5.5 nello stesso scenario1. Scendendo a “xhigh”, ottiene un pellicano funzionante. Spende 5,74 centesimi. Attende 41 secondi per la risposta1. Il test mette in luce il compromesso tra profondità del ragionamento, tempi e costi. E un bug riproducibile con impostazioni estreme1.
Sui compiti di programmazione, nelle prove riportate Sonnet 5.5 si avvicina a Opus 5.5. Willison cita anche clip 3D “virali” come esempio di compiti in cui ha osservato prestazioni comparabili tra i due modelli1. Non è un benchmark esaustivo. È un’indicazione utile per stimare il rapporto qualità/prezzo quando il budget conta1.
Il cambio di passo, però, tocca tutti. Willison prova il livello gratuito di claude.ai con un prompt secco: “build me an HTML page that renders a three-dimensional pelican riding a bicycle using WebGL”1. Riceve in risposta una pagina che giudica “a solid effort” e pubblica il risultato. Il messaggio è chiaro: nel free tier oggi si può testare un modello che, nelle sue prove, regge carichi di ragionamento e produce output complessi in tempi ragionevoli1.
C’è anche un caveat. Le impostazioni di ragionamento spinte possono consumare token senza arrivare al risultato, come mostra il caso a “max” con 128.000 token e nessun SVG1. Per chi costruisce prompt e workflow, la scelta del livello giusto di sforzo diventa una leva concreta su qualità, tempi e spesa.
Takeaway per l’utente medio: più capacità subito, gratis, dentro claude.ai. La domanda aperta riguarda la continuità di questa esperienza nel tempo e sotto carico: quante di queste prestazioni resteranno disponibili, e con quali limiti, man mano che l’uso del free tier cresce?1
Fonti
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