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Sviluppo software

L’app desktop di OpenAI include LibreOffice nel runtime

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Il runtime locale contiene anche Python, Node.js, Poppler e git e occupa circa 1,7 GB nella cache utente.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Simon Willison ha trovato 1,7 GB di file del client desktop di OpenAI nella cartella utente ~/.cache, dentro codex-runtimes/codex-primary-runtime. Dentro, un bundle con installazioni complete di Python e Node.js, più binari di Poppler, git e LibreOffice. Il post è del 1 settembre 20261.

Willison ha individuato la directory usando OmniDiskSweeper mentre controllava lo spazio occupato dalla cache. La posizione è nella dot-cache dell’utente, non in una cartella di sistema. La dimensione che riporta per quel runtime è circa 1,7 GB. Il nome della directory è codex-primary-runtime1.

Nel post, Willison collega quel runtime all’app desktop oggi nota come ChatGPT. Il nome “Codex” ricorre nei percorsi e nei plugin, a testimonianza della denominazione iniziale del client (“OpenAI Codex”) poi rinominato1.

Willison descrive anche un percorso più profondo: ~/.cache/codex-runtimes/codex-primary-runtime/plugins/openai-primary-runtime/plugins/documents. In quella cartella sono presenti “skills” che indicano dove trovare e come usare i binari inclusi. Le “skills” servono a istruire il software su come invocare gli eseguibili del bundle1.

L’elenco dei componenti appare nel post in modo esplicito e nello stesso contenitore: Python, Node.js, Poppler, git e LibreOffice. Sono file nativi inclusi nel runtime primario. Non compaiono note su versioni, licenze o configurazioni. Willison si limita a mostrare nomi e percorsi1.

Il dettaglio pratico è doppio. Primo: il runtime vive nella cache dell’utente. Secondo: occupa circa 1,7 GB. La combinazione di più ambienti di esecuzione e strumenti da riga di comando spiega il peso del pacchetto. Willison non aggiunge considerazioni ulteriori su motivazioni o scopi. Riporta ciò che vede nel file system1.

La mappa dei percorsi offre uno spaccato dell’architettura del client desktop. Il prefisso codex- nei nomi di directory e plugin, accanto a “openai-primary-runtime”, suggerisce una struttura a livelli con un runtime primario e moduli specifici per documenti. Il post si concentra però su ciò che è ispezionabile: le cartelle nella cache e i binari presenti. Nessun dettaglio oltre i nomi e le posizioni1.

Willison non discute l’origine dei binari né come vengano aggiornati. Non cita numeri di versione. Non entra nel merito delle politiche di distribuzione del client. Si limita a documentare la presenza del runtime e la lista dei componenti, con percorsi puntuali1.

La scoperta chiarisce un punto operativo: il client desktop porta con sé un runtime ampio, depositato nella cache utente, con più linguaggi e strumenti pronti all’uso. Per chi gestisce spazio disco o audit dei file locali, quei 1,7 GB in ~/.cache e la presenza di binari nativi sono un fatto da conoscere1.

Fonti

  1. Codex bundles LibreOffice Simon Willison · 1 settembre 2026
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