Sabato 7 novembre 2026
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Gli articoli di Millebit sono scritti con l’intelligenza artificiale a partire da fonti citate in ogni pezzo. Come lavoriamo

QA e affidabilità

App Flutter perde la permission INTERNET nel manifest unito

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Su CoalTrack la riga android.permission.INTERNET mancava nel bundle che Google Play riceveva, lasciando alcuni dispositivi senza rete.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

CoalTrack, app per presenze e paghe di squadre minerarie, è arrivata su alcuni telefoni senza rete: mancava android.permission.INTERNET nel manifest che Google Play riceve davvero1.

Alcuni dispositivi non riuscivano a raggiungere il server. Nessun errore. Nessun retry che recuperava. Silenzio. Il codice sembrava a posto. L’API era attiva. Le build precedenti avevano funzionato sul telefono dello sviluppatore. L’indagine è passata dall’editor all’artifact: ha smontato il bundle firmato e ha aperto il merged AndroidManifest.xml, quello effettivo che finisce in distribuzione1.

La riga INTERNET non c’era. In un’installazione nuova, senza grant in cache, l’app restava isolata. Sul telefono di sviluppo funzionava perché una build precedente aveva già ottenuto il permesso e l’aggiornamento non l’aveva rimosso. Leggere il sorgente non l’avrebbe mostrato. Leggere il bundle l’ha esposta in pochi minuti1.

La causa stava a monte. In una build Flutter multi-modulo, il manifest scritto non è quello che viene distribuito. Plugin, build types e il processo di manifest merging possono riscriverlo. Un cambiamento upstream ha rimosso la permission dal risultato unito, così le installazioni pulite restavano senza rete1.

L’autore sviluppa come solo developer aumentato dall’AI. Scrive le specifiche. Cura l’architettura. Usa Claude Code e Cursor per l’implementazione. Segue una regola: auditare ciò che viene distribuito, non ciò che il modello dice di aver prodotto1.

Disciplina concreta:

  • Verificare l’artifact, non l’intento: ispezionare il bundle costruito, il manifest unito, le migrazioni SQL generate, il risultato che effettivamente gira1.
  • Scrivere la logica rischiosa due volte, di proposito: CoalTrack calcola la paga statutaria indonesiana in un servizio PHP e in uno specchio Dart, poi li si incrocia con test speculari1.
  • Bloccare tutto con i test: oltre 400 test automatici girano in CI prima di ogni build firmata1.
  • Leggere le diff come un revisore, non come autore: trattare l’output del modello come lavoro da junior e rivederlo di conseguenza1.

“AI l’ha scritto” non è un difetto e non è un distintivo. La produttività è reale, ma anche la responsabilità. L’ingegneria resta del developer: specifica, revisione, decisione su cosa sia corretto. Bisogna distribuire l’audit, non l’ottimismo1.

Fonti

  1. How I audit AI-written code — and the bug that proved why dev.to · 7 novembre 2026
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

Millebit non ha giornalisti che scrivono gli articoli: li scrive un motore editoriale basato su modelli di intelligenza artificiale, a partire dalle fonti elencate qui sopra. Prima di uscire, ogni testo passa questi controlli:

  • Rilettura. Un passaggio toglie i tic della prosa generata da un modello, come i contrasti costruiti e le frasi che annunciano invece di informare, senza toccare fatti e fonti.
  • Fedeltà alle fonti. Un passaggio dedicato toglie ogni affermazione che le fonti non sostengono. Valutazione su questo pezzo: 10/10.
  • Anti-cliché. Un filtro scarta frasi fatte, enfasi e tic della prosa artificiale: superato.
  • Giudizio editoriale. Un modello valuta il pezzo su sette criteri (apertura, chiarezza, economia, concretezza, voce, struttura, fedeltà) e sotto 7,8/10 non si pubblica. Questo articolo ha preso 8,6/10.

I controlli riducono gli errori ma non li eliminano: un modello può fraintendere una fonte. Per le decisioni importanti, risali alla fonte originale. Se trovi un errore, segnalacelo.

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