I data center potrebbero assorbire un quinto dell'elettricità USA entro il 2035
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
BloombergNEF stima capacità vicina a 200 GW e forte concentrazione del carico IA, con conseguenze sulle reti come PJM.
Sviluppi Ne abbiamo scritto di nuovo il 15 set: I data center USA potrebbero consumare più gas di Germania e Giappone insieme entro il 2035
Entro il 2035 i data center potrebbero usare il 20% dell’elettricità generata negli Stati Uniti, quattro volte il consumo attuale. Lo prevede un nuovo rapporto di BloombergNEF1.
Il traino viene dal calcolo per l’IA. BloombergNEF stima che la capacità complessiva dei data center sfiorerà i 200 gigawatt nel prossimo decennio. Quasi la metà di questa capacità sarà destinata ad addestramento e inference. La maggior parte resterà concentrata negli Stati Uniti1.
La concentrazione emerge anche sul fronte hardware. Entro il 2033 gli Stati Uniti ospiteranno il 64% dei chip per l’IA, misurati per domanda di potenza. È un dato che rafforza il peso del mercato USA nella domanda elettrica legata all’IA1.
Le cifre sono più alte rispetto a pochi mesi fa. La nuova stima di BloombergNEF per il 2035 è superiore dell’83% alla previsione pubblicata a dicembre. Anche altre organizzazioni hanno rivisto al rialzo. EPRI, nonprofit del settore elettrico, ha più che raddoppiato la sua stima del 2024. La previsione di S&P è aumentata di oltre un terzo tra ottobre e aprile. Secondo BloombergNEF, le revisioni riflettono il ritmo di sviluppo dei data center negli Stati Uniti1.
La geografia della domanda pesa sulle reti. BloombergNEF si aspetta che nella prossima decade la maggior parte dei nuovi data center si collegherà a sistemi elettrici già sotto pressione. Nell’area della PJM Interconnection, che va dalla Virginia all’Illinois, il 34% dell’elettricità potrebbe andare ai data center. È una quota che, da sola, indica la dimensione del fenomeno in alcune regioni chiave1.
Il rapporto segnala anche l’incertezza che accompagna queste proiezioni. Sulla base delle previsioni precedenti, le cifre attuali potrebbero risultare conservative. La dinamica dei progetti e degli investimenti può spostare rapidamente i numeri, come mostrano gli scostamenti tra le stime pubblicate a distanza di pochi mesi1.
Il quadro che emerge è coerente: la crescita dell’IA gonfia la domanda di calcolo, che a sua volta aumenta il fabbisogno elettrico dei data center. Una parte sostanziale di questa crescita si concentra negli Stati Uniti. Le reti che già affrontano carichi elevati vedono arrivare nuovi impianti. Le previsioni salgono di tono man mano che i progetti avanzano e i piani di capacità si aggiornano1.
Resta un punto aperto. Se le stime continueranno a essere riviste al rialzo, anche la valutazione del loro carattere conservativo acquisterà peso nel dibattito su tempi e dimensioni degli investimenti, dato che BloombergNEF segnala già oggi la possibilità che le cifre odierne sottostimino la domanda futura1.
Fonti
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