Sabato 24 ottobre 2026
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Intelligenza artificiale

Ditto abbandona lo swipe: match via iMessage e chatbot AI

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Il servizio fondato da due ex studenti di UC Berkeley fa iscrivere gli universitari via iMessage e li manda a appuntamenti reali ogni mercoledì alle 19.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Ditto cancella lo swipe: ogni mercoledì alle 19 gli studenti si iscrivono via iMessage, parlano con un chatbot e si abbinano per un appuntamento reale1.

L’accesso passa da un numero iMessage e da un codice. Un assistente testuale si presenta come Ditto, “iniziativa di dating costruita da studenti universitari… niente swiping, niente DM imbarazzanti, solo appuntamenti reali ogni mercoledì alle 19”1. L’onboarding avviene tutto in chat: nome, genere, data di nascita, poi domande più specifiche. Nessuna interfaccia da scorrere. La conversazione guida il percorso e porta dritto alla finestra settimanale fissata1.

Il progetto nasce dopo l’uscita da UC Berkeley dei cofondatori Allen Wang ed Eric Liu. Vogliono tagliare il tempo perso nelle app basate sullo scorrimento. “Come Gen Z, abbiamo visto in prima persona il cambiamento di comportamento su come le persone si connettono”, dice Wang. “Le persone sono stanche dello swipe e delle chiacchiere senza fine. Cercano qualcosa di più genuino nella vita reale”1. Nel messaggio iniziale, il bot ribadisce la promessa: niente scorrimento infinito, niente messaggi che non portano a nulla, appuntamento al mercoledì sera1.

Il flusso è lineare. Si manda l’iMessage con il codice, si risponde al bot, si forniscono i dati di base, si prosegue con qualche domanda mirata. L’AI introduce il servizio, imposta le attese e indirizza verso l’incontro. L’abbinamento e la cadenza non passano dal classico feed di profili, ma da una chat che definisce tempi e modalità dell’esperienza1.

Wang ed Eric Liu posizionano Ditto come antidoto al “disordine” di Tinder e Hinge, citati come esempi di servizi che assorbono “ore ogni settimana” senza garantire sbocchi offline. La scelta di iMessage elimina la necessità di scaricare un’app. L’interazione testuale sostituisce swipe e “small talk” con un calendario certo, concentrato in una fascia oraria unica1.

La promessa è concreta e ripetuta dallo stesso chatbot: “no swiping, no awkward DMs”. Il cuore del servizio è ridurre attrito e indecisione, fissando subito obiettivi e tempi. Il mercoledì alle 19 diventa l’appuntamento della community: chi è dentro quella settimana si prepara a incontrare qualcuno, chi non può attende il turno successivo. L’AI funge da filtro iniziale e da regia del processo, non da partner di conversazione prolungata1.

Per gli studenti, l’impostazione ha implicazioni chiare. Taglia il tempo dedicato a scorrere e scrivere, ma chiede disponibilità in un orario preciso e fiducia in un’intermediazione automatizzata. La scelta di iMessage abbassa la soglia d’ingresso; la finestra settimanale, invece, concentra l’attenzione e limita la dispersione. È una scommessa sull’efficienza: meno controllo sul ritmo quotidiano, più probabilità di arrivare a un incontro reale quando l’orologio segna il mercoledì alle 191.

Fonti

  1. Gen Z dating apps like Ditto ditch swiping in favor of AI matchmaking TechCrunch — AI · 6 agosto 2026
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