GLM-5.3 e Claude Mythos mostrano exploit su binari, rischio concreto
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Un report dell'Anthropic Frontier Red Team rileva hijack di controllo di flusso in test su 100 task del benchmark interno: 4% per GLM-5.3 e 6% per Claude Mythos Preview.
GLM-5.3 e Claude Mythos Preview hanno ottenuto hijack completi del flusso di controllo in test di binary exploitation. Nei numeri: 4% di successi per GLM-5.3, 6% per Claude Mythos Preview. Lo riporta l’Anthropic Frontier Red Team il 29 settembre 20261.
Il test valuta “diversi modelli” su 100 task scelti a caso da un benchmark interno di binary exploitation. La metrica è netta: “full control flow hijacks”, cioè casi in cui l’exploit prende il controllo del flusso di esecuzione del binario. Non si parla di metriche surrogate o punteggi compositi. Solo hijack completi, contati su un campione definito1.
La comparazione con versioni precedenti segna lo scarto. Claude Opus 4.6 non riesce in nessun caso sugli stessi task. GLM-5.2 nemmeno. Zero contro percentuali diverse da zero nelle uscite più recenti. Gli autori chiamano questo passaggio “una soglia significativa” superata: “A meaningful threshold has clearly been crossed”1.
Non è una gara tra i due modelli. Gli autori notano che, nel test specifico, GLM-5.3 resta sotto Claude Mythos Preview. Il punto rimane l’emersione di hijack completi in più prove del benchmark, dove prima non se ne vedevano1.
Il perimetro del test è stretto e dichiarato. Cento task, selezione casuale, benchmark interno dal nome esplicito: “internal Binary Exploitation benchmark”. Niente dettagli aggiuntivi su come variano i task o su quali vulnerabilità includano. Nemmeno informazioni su impostazioni, strumenti o difese presenti nei binari. La citazione si ferma ai contorni essenziali e ai risultati numerici1.
Due dati, presi insieme, sostengono la tesi della soglia: assenza totale di successi per le versioni precedenti citate; presenza di hijack completi, seppur a bassa frequenza, per due modelli più recenti. Questo basta agli autori per marcare un cambio di fase nel comportamento osservato sui task di binary exploitation all’interno del benchmark usato1.
La nota proviene dal testo “GLM-5.3 and the spread of advanced cyber capabilities”, attribuito all’Anthropic Frontier Red Team, e compare sul sito di Simon Willison con data 29 settembre 2026. La pagina ospita la citazione con l’impostazione del test e i numeri chiave riportati sopra1.
Il contesto temporale si intravede anche dal resto della pagina, che elenca aggiornamenti vicini per data: “OpenAI DevDay 2026 live blog” del 29 settembre 2026 e “2026 in LLMs (so far)” del 27 settembre 2026. La collocazione rafforza l’idea che la segnalazione arrivi come appunto tempestivo su un comportamento nuovo osservato in test mirati, più che come report esaustivo di benchmark pubblici1.
Fonti
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