Google aggiorna i Managed Agents di Gemini API con hooks, scelta modello e free tier
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Gemini 3.6 Flash diventa predefinito per l'antigravity-preview-05-2026 agent; le novità semplificano integrazione, personalizzazione e prova senza cambiare codice.
Cambio di default nei Managed Agents: l’agente antigravity-preview-05-2026 ora usa Gemini 3.6 Flash e applica il nuovo modello alla prossima interazione, senza modifiche al codice esistente1.
Google introduce tre novità nella Gemini Interactions API: environment hooks, selezione del modello e accesso al free tier1. I Managed Agents eseguono in una singola chiamata ragionamento, codice, installazione di pacchetti, gestione file e recupero web, dentro un sandbox cloud isolato1.
La selezione del modello arriva via agent_config.model, definibile sia alla creazione dell’interazione sia del managed agent. Il post indica anche un’opzione a costo inferiore, Gemini 3.5 Flash-Lite, e consente di fissare un modello specifico se serve stabilità1. Per l’agente antigravity-preview-05-2026 cambia il predefinito: passa a Gemini 3.6 Flash. La transizione è automatica e non richiede interventi in codice; vale dalla prossima chiamata1.
Gli environment hooks affiancano funzionalità introdotte nel rilascio precedente, come i background tasks e l’integrazione con server MCP remoti1. L’obiettivo resta l’orchestrazione end-to-end: un’unica API che ragiona, esegue, installa, organizza e recupera contenuti, con isolamento dell’esecuzione nel cloud1.
Per chi usa JavaScript o TypeScript, il post fornisce esempi con l’SDK @google/genai. Per Python o cURL, rimanda alla documentazione dell’agente Antigravity, che copre i percorsi operativi rilevanti1. Nel materiale appare anche un comando per aggiungere lo skill Interactions API a un assistente di coding: npx skills add google-gemini/gemini-skills --skill gemini-interactions-api1.
La capacità di scegliere il modello incide sul comportamento e sui costi. Impostare agent_config.model consente di allineare l’agente al caso d’uso, oppure di bloccare una versione specifica quando serve prevedibilità. Il riferimento a Gemini 3.5 Flash-Lite come opzione a costo inferiore chiarisce il posizionamento nel catalogo dei modelli1.
L’accesso al free tier entra tra le funzionalità annunciate insieme agli environment hooks e alla scelta del modello1. Nel complesso, l’aggiornamento consolida la traiettoria aperta dal rilascio precedente: più controllo sul runtime, più strumenti di integrazione, stesso perimetro di sicurezza del sandbox1.
Gli sviluppatori possono partire dagli esempi dell’SDK @google/genai per TypeScript/JavaScript e, se operano in Python o cURL, seguire i rimandi all’Antigravity agent per la configurazione e le chiamate. L’aggiunta dello skill via npx riduce i passaggi iniziali per provare l’Interactions API in un assistente di coding, sfruttando subito la selezione del modello e il nuovo default su Gemini 3.6 Flash1.
Fonti
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