Sabato 24 ottobre 2026
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Intelligenza artificiale

Google lancia Agent Compute Engine per eseguire agenti aziendali

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da 2 fonti citate, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Servizio compute purpose-built che già alimenta Gemini, con sandbox runtime isolati a livello hardware in anteprima nei prossimi mesi.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Per le aziende cambia l’esecuzione degli agenti: arriva Agent Compute Engine, servizio di calcolo con sandbox isolate a livello hardware, in anteprima nei prossimi mesi2.

Il perché è netto. Gli agenti non si limitano a rispondere. Agiscono. Scrivono ed eseguono codice, usano strumenti, guidano browser, orchestrano workflow e iterano sui compiti. Per farlo servono esecuzione continua, controllo fine e gestione di molte sessioni concorrenti. Le richieste singole non bastano più1.

Il come è altrettanto concreto. Il servizio espone ai clienti le stesse capacità che già alimentano Gemini come agente per attività di lavoro. Introduce sandbox di runtime con isolamento a livello hardware, con confini separati a livello fisico per l’esecuzione. In parallelo, si estendono le funzioni di governance di Gemini for business per agenti che operano in ambienti diversi2.

Il contesto interno spiega la direzione. Nei momenti di salto di scala, l’azienda ha ripensato la propria infrastruttura: dai container Linux su Borg e la nascita di Kubernetes, ai requisiti dei modelli di deep learning che hanno spinto lo sviluppo delle Tensor Processing Units. Con esigenze di sicurezza radicate nell’hardware, è arrivato Titanium, un’architettura di silicio personalizzata e di Infrastructure Processing Unit che sposta virtualizzazione I/O, storage e radici di fiducia crittografiche fuori dal processore host. La nota tecnica inquadra il nuovo annuncio in questa traiettoria di riprogettazioni architetturali guidate dai carichi reali1.

L’annuncio arriva dal team infrastrutturale di Google Cloud, in occasione di AGNTCon + MCPCon. I post ufficiali portano le firme di Nirav Mehta, Michael Bachman e Kevin Hutchins. La società indica che l’anteprima pubblica del servizio è attesa nei prossimi mesi2.

La governance aggiornata accompagna il livello di calcolo. L’azienda parla di controlli per eseguire, governare e scalare agenti in ambienti differenti, con estensione delle capacità già previste per Gemini for business. L’obiettivo è permettere esecuzioni controllate e ripetibili di agenti che interagiscono con strumenti, browser e workflow d’impresa, mantenendo visibilità e policy coerenti2.

Gli ingegneri descrivono così la transizione: dal singolo turno di chat ad agenti che compiono azioni e richiedono nuove fondamenta di calcolo. È lo stesso schema visto nei passaggi a Kubernetes, TPU e Titanium, dove la pressione dei casi d’uso ha imposto scelte architetturali nuove1.

Per i clienti il prossimo passo è pratico. Preparare progetti pilota quando aprirà l’anteprima, valutare requisiti di sicurezza e di governance, e testare la scalabilità su più sessioni in parallelo. Il servizio nasce per quel carico, lo stesso che oggi sostiene Gemini in contesti di lavoro, ora esposto ai team che devono portare agenti operativi in produzione2.

Fonti

  1. Inside Agent Compute Engine: Building the compute foundation for the agentic era Google Cloud Blog · 22 ottobre 2026
  2. Introducing Agent Compute Engine and expanded agent governance Google Cloud Blog · 22 ottobre 2026
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