Sabato 24 ottobre 2026
L’edizione di oggi
Millebit
AI · Software · QA
Il segnale, non il rumore.

Gli articoli di Millebit sono scritti con l’intelligenza artificiale a partire da fonti citate in ogni pezzo. Come lavoriamo

Intelligenza artificiale

Google lancia Google Pics, editing AI integrato in Workspace

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da 2 fonti citate, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Una suite di creazione e modifica immagini basata su Gemini e sul modello Nano Banana, disponibile come app standalone e integrata in Docs, Slides e Drive.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

In Slides selezioni un oggetto, lo modifichi e il resto dell’immagine non cambia. È l’object segmentation di Google Pics, la nuova funzione che porta creazione ed editing di immagini dentro Slides, Docs e Drive. Il rilascio parte ora per gli abbonati AI Pro e Ultra e per la maggior parte dei clienti business di Workspace.

Pics si presenta come app autonoma e come integrazione nelle app di produttività. L’idea è semplice: lavorare sulle immagini senza uscire dai file dove si preparano presentazioni, documenti e materiali condivisi. L’azienda descrive un uso mirato al lavoro: nelle attività di marketing e prodotto, i team hanno incontrato “risultati incoerenti, infiniti tentativi a forza di prompt e workflow macchinosi tra più app”. Pics nasce per ridurre questi attriti.

La base tecnica combina Gemini e il modello generativo Nano Banana. Google parla di un impianto costruito attorno a Gemini, con Nano Banana al centro della generazione e dell’editing. Obiettivo: più controllo sia in fase di creazione da prompt sia nella manipolazione puntuale degli elementi in scena.

Il controllo locale è il fulcro. Con l’object segmentation isoli un elemento, lo ritocchi e lasci intatto il resto. Puoi selezionare testo o oggetti dentro l’immagine e descrivere la modifica richiesta, evitando di rigenerare tutta la scena. Un altro tassello è la collaborazione sull’immagine: commenti su aree precise per chiedere cambi mirati ed eseguire più interventi in una singola sessione.

Tra le funzioni native rientrano l’editing del testo presente nell’immagine e la sua traduzione, oltre alle trasformazioni locali abilitate da segmentazione e commenti. Secondo Google, questo livello di controllo punta a evitare esiti scadenti tipici di chatbot generici usati per materiali di marketing.

Gli scenari d’uso elencati sono concreti: progettazione di poster, produzione di post per i social ed editing di illustrazioni digitali, restando dentro le app di Workspace coinvolte. Per i team che già vivono in Slides, Docs e Drive il guadagno è operativo: meno passaggi tra strumenti, più interventi mirati nello stesso file.

Il posizionamento è netto: uso professionale. “La generazione di immagini con l’IA è stata un grande successo per l’uso personale, per il business è stata un’altra storia”, scrive l’azienda. Pics intende offrire coerenza dei risultati e flussi più snelli per campagne, presentazioni e storytelling di prodotto.

Google avvia il rollout nelle prossime settimane per gli abbonati AI Pro e Ultra e per gran parte dei clienti business di Workspace. Chi deve pianificare adozione e policy trova dettagli e aggiornamenti nel post ufficiale dell’azienda, inclusi i passaggi per abilitare l’integrazione nelle app di Workspace.

Fonti

  1. Try Google Pics: Easy image creation and editing in Google Workspace Google — The Keyword (AI) · 1 settembre 2026
  2. Google Pics is like Canva, but with even more AI The Verge — AI · 1 settembre 2026

Le fonti di questo pezzo sono state ricollegate all’articolo dopo la pubblicazione: l’elenco è quello da cui è stato scritto, ma i singoli rimandi nel testo non sono associati a una fonte precisa.

Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

Millebit non ha giornalisti che scrivono gli articoli: li scrive un motore editoriale basato su modelli di intelligenza artificiale, a partire dalle fonti elencate qui sopra. Prima di uscire, ogni testo passa questi controlli:

  • Fedeltà alle fonti. Un secondo passaggio toglie ogni affermazione che le fonti non sostengono.
  • Anti-cliché. Un filtro scarta frasi fatte, enfasi e tic della prosa artificiale.
  • Giudizio editoriale. Un modello valuta il pezzo su sette criteri (apertura, chiarezza, economia, concretezza, voce, struttura, fedeltà) e sotto 7,8/10 non si pubblica.

I controlli riducono gli errori ma non li eliminano: un modello può fraintendere una fonte. Per le decisioni importanti, risali alla fonte originale. Se trovi un errore, segnalacelo.

Come funziona Millebit, nel dettaglio →

Hai trovato un errore? Segnalacelo
Tipo di segnalazione

Leggiamo ogni segnalazione. Le correzioni fatte sono elencate in Correzioni. L’email, se la lasci, serve solo a risponderti.