Il governo UK non sa quanto spende per la trasformazione digitale
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
I sistemi finanziari non producono cifre coerenti tra dipartimenti su una spesa pubblica digitale che supera i £26 miliardi l'anno
Il governo britannico non sa quanto spende per la trasformazione digitale: i suoi sistemi finanziari non producono cifre annuali coerenti e confrontabili tra dipartimenti ed enti pubblici1.
La posizione arriva nella risposta formale al Science and Technology Committee. Downing Street dice di condividere “l’intento di pubblicare dati annuali sulla spesa digitale e data-driven”, ma la ritiene “non attualmente praticabile”. Motivo: i sistemi esistenti non possono “fornire dati consistenti, affidabili e comparabili tra i dipartimenti”. L’esecutivo si dice “aperto a questa come direzione di marcia” e afferma di lavorare con HM Treasury per valutare come sviluppare l’iniziativa nel tempo1.
Nel rapporto di giugno, il Comitato aveva segnalato una spesa frammentata e l’assenza di un piano credibile per uno “stato digitale”. Aveva chiesto un quadro coordinato e dati che consentano confronti tra amministrazioni, così da misurare risultati e costi in modo uniforme1.
Il perimetro finanziario è ampio, ma sfocato. Il settore pubblico nel Regno Unito spende più di 26 miliardi di sterline all’anno in tecnologia digitale. È una stima generale. Non è una ripartizione confrontabile per dipartimento né per progetto o servizio. Senza un dettaglio omogeneo, la cifra non permette di valutare priorità, sovrapposizioni e impatti della spesa1.
La conseguenza operativa è netta: senza dati coerenti, non esiste una base per un rendiconto annuale della spesa digitale che sia affidabile e comparabile. Manca anche la possibilità di mettere a confronto i dipartimenti su metriche comuni. È il punto su cui il Comitato preme, perché da quella base dipende ogni discussione su efficienza, risparmi e qualità dei servizi1.
Giovedì la presidente del Comitato, Dame Chi Onwurah, interverrà in Parlamento. “Non manca il clamore su come la tecnologia possa migliorare i servizi pubblici e ridurre i costi. Eppure, in modo frustrante, il governo non può fornire un quadro chiaro di quanto si sta spendendo”, ha detto1.
Quel passaggio in aula offrirà un banco di prova. I deputati potranno chiedere al governo come intenda rendere praticabile la pubblicazione annuale dei dati e quali cambiamenti ai sistemi finanziari servano per arrivare a numeri “consistenti, affidabili e comparabili”, come richiesto dal Comitato1. La risposta chiarirà se la “direzione di marcia” evocata dal governo si tradurrà in un impegno concreto con il Tesoro e in quali tempi, oppure resterà un obiettivo senza scadenze.
Fonti
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