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Intelligenza artificiale

LiquidAI rilascia LFM2.5‑VL‑DSpark: inferenza VLM fino a 3.13× più veloce

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Un drafter vision‑language che accelera il decoding e aumenta le prestazioni end‑to‑end mantenendo un piccolo aumento di memoria.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Decode fino a 3.13× più rapido su device e 2.66× su GPU H100. LiquidAI presenta LFM2.5‑VL‑DSpark, estensione multimodale dello speculative decoding DSpark, con guadagni end‑to‑end fino a 2.62× su device e 2.27× su H100. Il sovraccarico resta contenuto: 280 milioni di parametri in più, pari all’8,9% su un target da 3 miliardi1.

DSpark arriva ai modelli vision‑language con un obiettivo netto: ridurre i tempi di inferenza senza far esplodere la memoria. Le misure pubblicate coprono sia il solo decoding sia il percorso end‑to‑end, in contesti on‑device e datacenter H1001.

Cuore dell’approccio: uno speculative drafter per il multimodale. Riusa l’architettura dei drafters testuali LFM2.5‑DSpark e “tappa” un insieme fisso di layer del modello target per leggere gli stati nascosti. Patch d’immagine e token di testo vengono proiettati in uno spazio condiviso prima dei layer tappati, così il drafter opera su vettori della stessa dimensionalità a prescindere dalla modalità. L’algoritmo di inferenza resta quello dei modelli di solo testo1.

Addestramento e scelte di progetto seguono la ricetta DSpark. Dati SFT vision‑language, pesati sui carichi attesi; ablation su 3, 4 e 5 layer; scelta finale: drafter semplificato, solo‑attenzione, con 4 layer e block size 91.

Risultati

  • Decoding: fino a 3.13× più veloce su device; fino a 2.66× su H1001.
  • End‑to‑end: fino a 2.62× su device; fino a 2.27× su H1001.
  • Memoria: +280 milioni di parametri, pari all’8,9% su un target da 3 miliardi1.

Le cifre sopra si riferiscono al rapporto tra costo (sovraccarico del drafter) e beneficio (accelerazioni misurate) nel contesto vision‑language descritto da LiquidAI1.

Sul piano dell’integrazione, il progetto arriva “day‑one” su tre stack: llama.cpp, MLX‑VLM e SGLang. Le integrazioni sono etichettate come DSpark‑compatibili1.

Due scelte tecniche sostengono l’estensione al multimodale. Primo: la proiezione di patch visive e token testuali in una rappresentazione comune prima dei layer tappati. Secondo: l’uso di un set fisso di tap del target per alimentare il drafter, che poi propone un blocco di k token candidati. Insieme, questi elementi consentono di mantenere invariata la meccanica d’inferenza rispetto ai modelli di testo1.

La configurazione selezionata nasce da ablation mirate. I test su 3, 4 e 5 layer portano a un compromesso pratico: quattro layer, block size 9, architettura attenzione‑only. Il training impiega un mix SFT multimodale orientato ai casi d’uso previsti. Secondo le metriche comunicate, questa scelta bilancia semplicità del drafter e guadagni di velocità1.

Chiusura operativa: algoritmo di inferenza invariato e supporto “day‑one” su llama.cpp, MLX‑VLM e SGLang riducono attriti di adozione nell’ecosistema DSpark segnalato da LiquidAI1.

Fonti

  1. Accelerating vision-language models with LFM2.5-VL-DSpark Hugging Face Blog · 24 settembre 2026
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Il filo della storia

  1. LFM2.5‑DSpark accelera l'inferenza fino a 3,18x
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