Martedì 3 novembre 2026
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Intelligenza artificiale

Merz promette fondi per i frontier model e quattro volte più calcolo IA entro il 2030

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da 2 fonti citate, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Al Digitalgipfel del 2 novembre 2026 il cancelliere ha annunciato finanziamenti per modelli frontier e l'obiettivo di quadruplicare la capacità di calcolo nazionale entro il 2030, puntando su alleanze con Canada, Asia e investimenti pubblici.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Al Digitalgipfel del 2 novembre 2026 a Berlino, Friedrich Merz ha annunciato nuovi finanziamenti per modelli di frontiera a uso industriale e un piano per quadruplicare la capacità di calcolo per l’IA entro il 2030. Nella stessa sede ha chiesto di ridurre “drasticamente” la dipendenza da singoli fornitori di IA1.

Il cancelliere ha legato la strategia a collaborazioni con Canada, Singapore, Giappone e Corea del Sud. Ha parlato di “alto interesse” per progetti comuni in quei paesi. In parallelo ha rivendicato ricadute economiche già visibili: elettronica e macchinari in Germania beneficiano degli investimenti globali in infrastrutture IA e del boom della robotica. Secondo Merz, lo mostrano i portafogli ordini di quei settori1.

Le misure annunciate scorrono su due binari. Nel breve, sviluppo e impiego di frontier model per sostenere la competitività delle imprese. Nel medio, ricerca su “Weltmodelle” e “IA fisica” dentro la Hightech-Agenda Deutschland. Sul fronte infrastrutture, la strategia nazionale sui data center mira a moltiplicare per quattro la capacità di calcolo dedicata all’IA entro il 20301.

Alla kermesse, Karsten Wildberger ha frenato gli entusiasmi. “Siamo ancora troppo lenti”, ha detto il ministro digitale. Ha chiesto decisioni rapide su energia, infrastrutture e investimenti, con tempi certi e responsabilità definite. Sul regolatorio ha invocato apprendimento iterativo: non fissare ogni dettaglio in anticipo, ma correggere in base all’evidenza. Agli sviluppatori ha chiesto di integrare la sicurezza sin dall’inizio e di sottoporre i modelli a test rigorosi1.

Il dossier canadese ha acceso lo scontro politico. Robert Habeck, ex ministro dell’Economia e vicecancelliere, ha criticato il governo: a suo dire, su impulso tedesco il Canada non potrà per ora diventare “membro associato” dell’UE nel quadro del vertice. Lo ha definito “un errore strategico”1.

Nel merito della “sovranità digitale”, Merz ha indicato cooperazioni con partner affini come strada maestra, senza puntare all’autarchia. Ha parlato di produzione e controllo, dall’hardware al software, per decisioni “in linea con i nostri valori e interessi di sicurezza”2.

Il tema si è incrociato con il cloud per la pubblica amministrazione. Interpellato sui piani dei servizi di intelligence per una nuova soluzione di cloud offline con Google come partner di progetto, Merz ha risposto che Google investe in Germania e in Europa e che si può “abilitare sovranità europea con un fornitore americano”2. La posizione arriva mentre da anni operatori tedeschi ed europei cercano di reggere il confronto con gli hyperscaler statunitensi2.

Intanto il Bundesamt für Sicherheit in der Informationstechnik e la Commissione europea lavorano a criteri per definire quando una soluzione cloud sia “sufficientemente” sovrana2. Quei paletti tecnici e giuridici diranno quanto spazio avranno, nei prossimi appalti pubblici, le offerte dei grandi provider statunitensi.

Fonti

  1. Digitalgipfel: Merz will Abhängigkeit von US-KI drastisch reduzieren Golem.de — KI · 2 novembre 2026
  2. Merz: Google-Cloud ausreichend souverän für Nachrichtendienste heise online — Künstliche Intelligenz · 2 novembre 2026
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