Meta lancia spot ottimista sull'IA con una canzone di David Bowie
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Il video usa post in stile Instagram e la traccia 'Five Years' di Bowie, creando una dissonanza tra immagini gioiose e testo sulla possibile estinzione umana.
Un occhio in bianco e nero scorre titoli allarmati sull’IA. Poi il colore esplode e parte “Five Years” di David Bowie, un brano che parla di estinzione umana1.
Meta ha pubblicato uno spot che ribalta la paura con un montaggio di volti, abbracci, corse nei campi, balli sui tetti. La voce fuori campo contesta l’idea che l’IA “ci farà sentire meno connessi” o “ci lascerà indietro”. Rivendica ottimismo e fiducia: “Call us optimists. Call us dreamers… The future is for everyone”1.
TechCrunch mette il dito nella scelta musicale. Non trova bizzarre le immagini, ma il contrasto tra il tono gioioso del video e una canzone che evoca la fine dell’umanità. La dissonanza, scrive, dà al messaggio un sapore singolare, perché oppone una colonna sonora cupa a un racconto visuale luminoso1.
Il montaggio non cerca il respiro del cinema. Mostra momenti come li vedremmo su Instagram: clip verticali, interfacce riconoscibili, frammenti da feed. La cornice è esplicita: guardiamo contenuti pubblicati dagli utenti, non scene girate per un film. La piattaforma è parte del racconto quanto i soggetti che la popolano1.
La struttura segue una linea semplice. Paura in apertura. Smentita nel corpo centrale. Chiusura con un invito inclusivo. Il cambio dal bianco e nero al colore segna lo spartiacque. L’effetto, nota TechCrunch, è quello di un manifesto. Il testo del voiceover ribadisce un punto di vista netto su connessione, progresso e accesso1.
Per TechCrunch, il messaggio suona “conveniente” per un’azienda che scommette “centinaia di miliardi” sull’IA. Il tono è dichiaratamente ottimista, e punta sul pubblico come garanzia di un esito positivo. L’articolo insiste su questa scelta di campo, più che su dettagli di prodotto o di tecnologia1.
Il pezzo di TechCrunch attribuisce quindi il cuore dello spot a tre elementi: l’apertura con l’occhio che assorbe il panico dei titoli; la virata cromatica verso esperienze quotidiane; la canzone di Bowie che introduce un’ombra nel quadro. Il contrasto regge l’intero racconto e, per chi guarda, diventa la chiave di lettura più evidente1.
L’assenza di specifiche tecniche nello spot, rileva ancora TechCrunch, sposta l’attenzione sulla narrazione e sulla promessa: un futuro condiviso, raccontato come un feed pieno di volti e gesti. La scelta di “Five Years” tiene però aperta una domanda implicita: può un inno all’inclusione reggere il peso di una colonna sonora apocalittica?1
Fonti
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