Microsoft porta il Copilot harness in Foundry Agent Service in public preview
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Una soluzione gestita per costruire agenti che ragionano, usano strumenti e completano task complessi e di lunga durata.
Foundry Agent Service introduce il Copilot harness in public preview e porta in disponibilità generale la resilienza per esecuzioni long‑running degli hosted agents1.
Per chi sviluppa su Foundry cambia il punto di partenza: si sceglie un modello supportato, si decide quanta parte dello stack dell’agente costruire in proprio e si può iniziare senza assemblare ogni strato attorno al modello1. L’infrastruttura di base è gestita.
Il Copilot harness fornisce una base di esecuzione pronta per agenti che ragionano, usano strumenti e completano task complessi e prolungati1. Coordina chiamate al modello e agli strumenti. Mantiene il contesto. Gestisce i file. Decide come procedere nei passaggi successivi nel loop dell’agente. Queste capacità arrivano in un’unica offerta gestita, così i team si concentrano sulla logica dell’agente e sulla scelta del modello, non sulla colla tra componenti1.
Molti team oggi ricostruiscono la stessa “macchina d’esecuzione”: orchestrazione delle chiamate, gestione dello stato di lavoro, controllo del flusso, persistenza dei dati transitori. Microsoft propone di trattare questa parte come fondazione condivisa, riducendo implementazioni ripetitive e differenze non necessarie tra progetti1.
La resilienza per esecuzioni di lunga durata degli hosted agents entra in disponibilità generale. Insieme al Copilot harness in preview, punta a sostenere workflow multi‑passo e attività che richiedono tempi estesi, senza obbligare i team a creare da zero l’infrastruttura di esecuzione1. L’obiettivo dichiarato è aumentare l’affidabilità delle esecuzioni quando i task si allungano e coinvolgono più strumenti1.
Microsoft parla di una “unified harness strategy”: una base comune che allinea le diverse esperienze di agenti dell’azienda e, allo stesso tempo, preserva la scelta del cliente su modello e porzione di stack da realizzare in proprio1. In Foundry, questo si traduce nella possibilità di delegare al servizio l’orchestrazione che molti team tendono a replicare e di prevedere un comportamento più coerente tra progetti1.
Per gli sviluppatori, il valore sta nella concretezza: meno infrastruttura da mantenere, più controllo su dove investire tempo. Un caso tipico è l’automazione di processi che combinano chiamate a più strumenti e gestione di file intermedi. Qui il harness gestito tiene insieme contesto, passaggi e strumenti, mentre la resilienza copre l’esecuzione quando il lavoro dura a lungo1.
La chiusura del cerchio è strategica: una base unificata promette maggiore portabilità tra esperienze di agenti Microsoft. Se l’esecuzione resta coerente, passare da un progetto a un altro o scalare un agente già esistente potrebbe richiedere meno riscrittura e meno integrazione ad hoc1.
Fonti
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