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Intelligenza artificiale

OpenAI lancia Dots, assistenti sempre‑attivi alimentati da GPT‑6 Astra

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da 2 fonti citate, senza revisione umana prima della pubblicazione.

I Dots sono agenti cloud che operano in background, accedono a un browser e a oltre 4.000 app e sono disponibili da oggi in ChatGPT per utenti Pro e Business Premium in mercati idonei.

Sviluppi Ne abbiamo scritto di nuovo il 2 ott: OpenAI lancia Dots: agenti con avatar che lavorano su macchine virtuali

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Al Dev Day OpenAI ha presentato Dots: assistenti agentici sempre attivi, basati su GPT‑6 Astra, in arrivo su ChatGPT per abbonati Pro e Business Premium nei mercati idonei.

Cosa sono. Dots lavorano in autonomia su obiettivi assegnati e chiedono supervisione minima. OpenAI li definisce “remarkably capable” e “always‑on”, progettati per “gestire tutto”. Il posizionamento richiama prodotti come Muse di Meta: assistenti che operano attraverso app collegate e apprendono le preferenze nel tempo.

Come funzionano. Al primo avvio si crea un “primary dot”, con nome e impostazioni scelti dall’utente. Al lancio è previsto un solo agente per persona. L’azienda prevede di abilitare più Dots in parallelo in seguito. Ogni Dot usa un “cloud computer” dedicato, con accesso a un browser e a oltre 4.000 app supportate. L’interazione avviene in una finestra di chat. Da ChatGPT si può anche avviare una chiamata vocale su web, desktop o mobile. Dots si collegano a Microsoft Teams e Slack e mantengono il contesto tra sessioni su app e dispositivi diversi.

Cosa manca. Le fonti non dettagliano politiche su privacy, permessi granulari e controllo dell’utente sul “cloud computer” e sulle integrazioni. Sono aspetti da monitorare nei prossimi rilasci.

Dove si avviano. Si possono creare e gestire da ChatGPT e da Codex. È possibile inviare messaggi ai Dots direttamente su Teams e Slack; il supporto agli SMS è in arrivo.

Disponibilità e limiti. L’attivazione in ChatGPT parte per abbonati Pro e Business Premium nei mercati idonei. Al momento ogni utente può creare un solo Dot.

Casi d’uso mostrati. Uno sviluppatore assegna a un Dot il monitoraggio del feedback dei clienti e l’implementazione di correzioni o funzionalità quando necessario. Un ricercatore usa un Dot per rieseguire analisi e indagare risultati inattesi mano a mano che arrivano nuovi dati sperimentali. Durante l’esecuzione dei compiti, il Dot invia aggiornamenti e pone domande di chiarimento.

Perché conta. Dots punta ad automatizzare lavoro continuo e a coordinare attività tra strumenti eterogenei, dal browser alle chat aziendali. Se la promessa regge, amplia il perimetro di ciò che un assistente può eseguire senza presidio costante, con effetti su sviluppo software, ricerca e operazioni quotidiane. La chiarezza su privacy e permessi inciderà sulla velocità di adozione, soprattutto in contesti aziendali regolamentati.

Fonti

  1. OpenAI launches Dots, its bubbly agentic avatar TechCrunch — AI · 29 settembre 2026
  2. OpenAI launches Dots, its Muse competitor The Verge — AI · 29 settembre 2026

Le fonti di questo pezzo sono state ricollegate all’articolo dopo la pubblicazione: l’elenco è quello da cui è stato scritto, ma i singoli rimandi nel testo non sono associati a una fonte precisa.

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