Giovedì 29 ottobre 2026
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Sviluppo software

Prerendering per dispositivo: servire due HTML diversi allo stesso URL

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Per pagine marketing che cambiano layout a seconda del device, l'autore mostra come generare due file HTML e servire quello corretto dal server per evitare duplicate markup e repaint dopo la prima paint.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Next.js 15 permette di generare due HTML per lo stesso URL e di servirli in base al dispositivo. La scelta avviene prima della richiesta del browser, non lato client1.

Una pagina di marketing non ha contenuti personalizzati per visitatore. È materiale statico. Il build produce l’HTML e il server lo consegna così com’è, senza un rendering aggiuntivo1. Qui nasce l’intoppo: alcuni blocchi cambiano con il device. Footer compreso. Su telefono serve un’accordion, su laptop una griglia. Anche sezioni successive seguono lo stesso schema. Stesso contenuto, struttura diversa1.

Con media query CSS, entrambe le versioni finiscono nello stesso documento. Una resta nascosta. Il risultato: markup duplicato. Ogni utente scarica HTML che non vedrà mai1. Con JavaScript, la decisione arriva dopo il caricamento. La prima paint non è quella definitiva. La pagina cambia sotto gli occhi del lettore1.

La proposta evita queste due strade. Due versioni prerenderizzate convivono e il sistema ne serve una sola, in base al device che effettua la richiesta. Una versione per file. Un unico URL. Nessuna logica di scelta nel browser1.

Tutto vive nell’App Router di Next.js, versione 15. La separazione può anche spostarsi a un livello superiore, davanti all’applicazione1. Dentro l’app, significa due file distinti sotto la stessa rotta. Davanti, entra in gioco una cache condivisa citata dall’autore. Il punto chiave: le due varianti della stessa pagina coesistono e il sistema ne restituisce una sola, coerente con il dispositivo1.

Operativamente è semplice. Il server consegna l’HTML pensato per telefono o per laptop. Niente strutture raddoppiate da nascondere con CSS. Niente script che rimpastano il DOM dopo il load. L’utente riceve subito il documento giusto1.

Il caso del footer rende chiaro il confine decisionale. Su mobile, l’accordion compatta i link. Su desktop, la griglia li dispone in larghezza. Le sezioni seguenti replicano il modello. Non cambia il testo, cambia l’albero del DOM che lo ospita1. La soluzione non è far convivere due versioni nello stesso HTML. È scriverne due al build e servirle dallo stesso percorso.

C’è anche un effetto collaterale utile. I crawler leggono l’HTML che riceverebbe un telefono. Non trovano una struttura che muta dopo l’esecuzione di JavaScript. Non scaricano markup pensato per altri dispositivi1.

Portare la stessa logica un livello sopra abilita un controllo identico fuori dall’app. Chi presidia lo strato davanti può applicare lo stesso principio. File e URL restano allineati. La separazione per dispositivo avviene prima che il browser entri in gioco1.

Fonti

  1. Prerendering a page per device, and the cache key that has to agree dev.to · 29 ottobre 2026
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