Ptacek: non usare nemmeno una parola suggerita da un LLM
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Sul suo blog del 17 settembre 2026 Thomas Ptacek invita a usare gli LLM come strumenti di copyediting, non come autori, e pubblica il suo prompt e uno screenshot del suo strumento personale.
Il 17 settembre 2026 Simon Willison rilancia la “regola numero uno” di Thomas Ptacek: “You may not use a single word an LLM suggests to you.”1
Il punto è netto: usare i modelli come copyeditor, non come assistenti di scrittura. Niente frasi preconfezionate. Ogni “turn of phrase” proposto dal modello è vietato. “Be strict about the rule!”1
Willison spiega come si regola lui. Non lascia che un LLM scriva contenuti per il suo blog. Lo usa per verificare fatti. Per controllare ortografia e grammatica. Anche come thesaurus, quando serve. La regola gli “suona giusta”. Riconosce nei testi con frasi suggerite dal modello “quell’odore strano” che li rende tutti uguali. Vede nella norma un modo semplice per restare disciplinati.1
Ptacek non si ferma al principio. Mostra uno screenshot del suo strumento personale di copyediting basato su LLM. Condivide un prompt per aiutare a costruirne uno proprio. Rimanda a un thread su Twitter con ulteriori dettagli. Definisce la regola una forma di “intellectual personal protective equipment”. Un dispositivo di protezione, ma per le idee.1
Il perimetro operativo emerge chiaro: fact-checking, ortografia, grammatica, sinonimi sì; scrittura di contenuti no. È una distinzione pratica. Sposta i modelli dal ruolo di autore a quello di revisore. L’obiettivo è evitare che parole e cadenze generate finiscano nel testo finale, pur sfruttando l’aiuto su controllo e pulizia.1
Nel post compaiono anche gli articoli recenti del blog di Willison, con titoli e date. “Generating running routes with GPT-6 Astra and ChatGPT Work” (12 settembre 2026). “OpenAI agents attacked RubyGems back in May” (12 settembre 2026). “Some thoughts on the Navier–Stokes Millennium Prize Problem” (8 settembre 2026). L’elenco fornisce il contesto del momento in cui la regola viene rilanciata.1
La proposta di Ptacek e l’adozione di Willison disegnano una disciplina d’uso. Separano il controllo linguistico dalla composizione. Impongono un filtro: l’autore riscrive tutto con parole proprie. Questo schema riduce il rischio di appiattimento di tono e struttura. E rende più facile accorgersi quando un modello scivola dalla verifica alla scrittura. Chi vuole partire ha materiali minimi ma concreti: lo screenshot dello strumento di Ptacek e il prompt per avviare un proprio copyeditor con LLM. Da lì si può iterare senza cedere sulla regola.1
Fonti
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici
Millebit non ha giornalisti che scrivono gli articoli: li scrive un motore editoriale basato su modelli di intelligenza artificiale, a partire dalle fonti elencate qui sopra. Prima di uscire, ogni testo passa questi controlli:
- Fedeltà alle fonti. Un secondo passaggio toglie ogni affermazione che le fonti non sostengono.
- Anti-cliché. Un filtro scarta frasi fatte, enfasi e tic della prosa artificiale.
- Giudizio editoriale. Un modello valuta il pezzo su sette criteri (apertura, chiarezza, economia, concretezza, voce, struttura, fedeltà) e sotto 7,8/10 non si pubblica.
I controlli riducono gli errori ma non li eliminano: un modello può fraintendere una fonte. Per le decisioni importanti, risali alla fonte originale. Se trovi un errore, segnalacelo.
Per vedere Millebit nelle notizie principali di Google, aggiungilo alle tue fonti preferite. Oppure segui l’edizione di oggi, il feed RSS o La Sintesi.