Sabato 24 ottobre 2026
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Millebit
AI · Software · QA
Il segnale, non il rumore.

Gli articoli di Millebit sono scritti con l’intelligenza artificiale a partire da fonti citate in ogni pezzo. Come lavoriamo

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lunedì 19 ottobre 2026

Riflessioni sui limiti pratici ed etici dell’AI nello sviluppo software, dalla gestione dei prompt alla qualità del codice e dell’hardware.

01 Intelligenza artificiale

Edit del prompt e ripartenza pulita

You can now go back through a conversation, edit prompts and resume the conversation from there. It works by discarding the messages/ tool calls post the edited prompt to make sure the model doesn’t get confused. This has been a long requested feature, happy team shipped it!

Si può tornare indietro in chat, editare un prompt e ripartire da lì scartando lo storico dopo. Vaibhav Srivastav lo spiega: «si scartano i messaggi e le chiamate agli strumenti dopo l’edit». Finora molti strumenti tenevano tutto, e chi costruiva agent conviveva con ripartenze ambigue o clonava la sessione.

Il debug del contesto diventa praticabile. Si riproduce un errore, si forza un ramo pulito e si confronta l’esito senza il rumore dei messaggi a valle. I test si accorciano e i report diventano più affidabili perché il run segue la nuova storia. Nota operativa: se gli strumenti hanno effetti esterni, lo scarto in chat non li annulla. La redazione è d’accordo: è la scelta di UX giusta per chi sviluppa.

02 QA e affidabilità

Codice e documentazione da AI, blog no per etica

Unfinished coding side projects are now way easier to complete than unfinished blog posts. I’m perfectly OK with AI writing my code, even the docs. But I flinch at the idea of AI writing my blog posts, which feels like an egregious violation of a fundamental ethnical contract.

Serve una regola di disclosure chiara dove c’è firma personale. Banner iniziale che dichiara l’assistenza dell’AI, nota a fondo post con cosa è stato generato e come, o un tag esplicito tipo scritto con AI. Nei documenti interni di squadra la stessa logica vale per retrospettive e postmortem, con l’autore che si prende la responsabilità dei passaggi critici. Questo riduce l’ambiguità e protegge la fiducia nelle analisi degli incidenti.

Cindy Sridharan accetta «AI per il codice» e per la documentazione, ma rifiuta il ghostwriting dei post come «violazione di un patto etico». La sua posizione pesa perché parla di affidabilità da anni. Il giudizio della redazione: quel patto conta più dei guadagni di produttività, perché i lettori valutano un autore per la voce e per il perché delle decisioni, che la documentazione automatizzata tende a diluire.

03 Sviluppo software

L’AI e l’hardware cinesi avanzano, il software resta grezzo

As much as I respect Chinese-made AI models and hardware, I'm equally puzzled by how rough most of the software still is. Whether it's Wechat or Alipay or HarmonyOS. You'd think getting unique aesthetics, perfect fidelity, and great flows would be "easy", but clearly it is not.

David Heinemeier Hansson dice che modelli e hardware cinesi meritano rispetto, ma che il software resta «grezzo», cita WeChat e Alipay. Parla il creatore di Ruby on Rails e cofondatore di 37signals. In Cina super app e sistemi operativi hanno vinto con utilità e integrazione. La rifinitura richiede tempo, scelte di prodotto e disciplina sull’interfaccia.

Se integri SDK cinesi o lavori su quei mercati, metti a budget rifinitura dei flussi e controllo qualità su coerenza visiva e microinterazioni. Misura completamento delle attività e attrito, non solo parità funzionale. Giudizio della redazione: il punto su qualità percepita è giusto, il metro estetico è parziale. Chi investe in progettazione e prove qui prende un vantaggio reale.