Giovedì 5 novembre 2026
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Millebit
AI · Software · QA
Il segnale, non il rumore.

Gli articoli di Millebit sono scritti con l’intelligenza artificiale a partire da fonti citate in ogni pezzo. Come lavoriamo

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giovedì 5 novembre 2026

Riflessioni sulle conseguenze pratiche e morali delle decisioni aziendali nell'adozione e gestione dell'intelligenza artificiale.

01 Sviluppo software

Un bug con AI non è licenziabile

In the "How software engineering is changing: a tale of two eras" essay by software engineer Neil Kakkar, he talks about how at his current startup they move very fast with AI, and fix mistakes quick, like accidentally paying creators twice. A reader suggested this would be a fireable offense at most places (shipping a bug, with AI.) I strongly disagree:

Gergely Orosz contesta l’idea che spedire un bug con AI sia licenziabile e richiama l’esperienza di Neil Kakkar, che in startup corre e poi rientra dagli errori, fino a casi come pagare due volte i creator. Il bersaglio è il riflesso punitivo che scarica colpa individuale invece di misurare il sistema e la velocità del rientro. Questo ribalta l’attenzione dall’errore alla capacità organizzativa di contenerlo.

Se si adotta l’AI per accelerare, il punto pratico è bloccare in automatico i flussi di denaro quando i segnali di anomalia superano soglie definite, con verifica e sblocco guidati da log e riconciliazioni. La redazione è d’accordo sul merito. Senza osservabilità solida e rimborsi chiari resta un azzardo, perché la correzione rapida ha un costo che qualcuno paga.

02 Sviluppo software

OpenAI sposta la competizione sulla spettacolarità

i actually respect breadth in an economy that only respects b2b saas competitor: we solved coding oai: here’s sora competitor: we solved alignment oai: here’s scarlett johannson’s voice competitor: we are giving tokens and vms away for free to recapture mainstream attention oai: heres dancing cats

Shawn Wang legge bene la sequenza: i concorrenti annunciano progressi tecnici, OpenAI occupa la scena con dimostrazioni che catalizzano l’attenzione. Wang ha titolo per dirlo perché ha coniato AI engineer e aggrega chi costruisce su questi modelli. Il confronto scivola dal merito alla percezione, e la narrativa diventa una leva di prodotto che orienta l’aspettativa prima della verifica.

Per chi sviluppa o guida un team conviene dichiarare un posizionamento con comparazioni chiare e verificabili, così la valutazione tecnica non viene travolta dal ciclo dei lanci. Il giudizio della redazione è netto: Wang individua il piano mediatico, ma nel mercato aziendale prevale chi dimostra valore misurabile e integrazioni affidabili. In questa fase vince chi ha profondità di prodotto e la sa raccontare con prove pubbliche oneste, non con video virali.