Saber nega di aver rimpiazzato sceneggiatori con ChatGPT
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Una ex lead writer sostiene il contrario e il trailer mostra voci e testi che sembrano prodotti dall'AI.
Stella Sacco accusa Saber di averla sostituita con ChatGPT a metà sviluppo di Rideshare “Stimulator”. Il CEO Matthew Karch smentisce: “nessuno scrittore è stato rimpiazzato dall’AI” e “la storia è stata scritta interamente da persone reali”, salvo “una modalità sperimentale”1.
L’accusa parte da un post su Bluesky. Sacco scrive di essere stata lead writer. Sostiene che Saber l’abbia rimpiazzata con ChatGPT durante la produzione. Aggiunge che “tutte le voci dei passeggeri erano AI”. Conclude: “o hanno cambiato direzione a un certo punto o non lo stanno dichiarando su Steam”1.
La replica arriva in una dichiarazione inviata a The Verge. Karch afferma: “né Saber né Unigine hanno sostituito alcuno scrittore con l’AI”. Ribadisce che la storia è opera di persone, con l’eccezione di “una modalità sperimentale di free-ride”1. La dichiarazione non entra nel dettaglio di cosa includa quella modalità né di come funzioni1.
Rideshare “Stimulator” è sviluppato da Unigine e “annunciato il mese scorso”1. Saber lo presenta come un “immersive driving simulation game” in cui si guida “nei panni del proprietario di un’attività di rideshare”1. La promozione punta sul rapporto tra autista e passeggeri.
Nel teaser compaiono segmenti che “sembrano includere” scrittura e audio generati dall’AI per i passeggeri simulati1. La pagina Steam non riporta oggi indicazioni sull’uso di AI generativa1. Il contrasto tra questi indizi visivi e l’assenza di una disclosure in vetrina alimenta la contestazione.
Le due versioni restano inconciliabili. Sacco dice di essere stata sostituita “a metà sviluppo” e parla di voci dei passeggeri generate dall’AI. Karch nega sostituzioni di sceneggiatori e rivendica una storia “scritta interamente da persone reali”, richiamando solo una “modalità sperimentale di free-ride”1. La formula lascia aperte domande sul perimetro dell’uso dell’AI dentro il gioco. La dichiarazione non fornisce dettagli aggiuntivi1.
Mancano anche due elementi chiave. La data precisa dell’annuncio non è indicata nella fonte, che si limita a “il mese scorso”1. Nessuna informazione pubblica chiarisce cosa comporti la “modalità sperimentale”, oltre al nome citato da Karch1. Queste lacune impediscono di verificare con precisione quando e come l’eventuale impiego di AI sia entrato nel progetto.
Il caso si gioca quindi su tre piani: la testimonianza di una lead writer che parla di sostituzione con ChatGPT; la smentita formale del CEO; il materiale promozionale che suggerisce elementi generativi in scena1. Senza documenti interni o un chiarimento tecnico sulla modalità citata, resta ciò che è visibile: i passaggi del teaser che “sembrano includere” scrittura e audio generativi e una pagina Steam senza disclosure sull’AI, al momento della consultazione1.
Fonti
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