Sanders e Casar propongono legge per vietare la «superintelligenza»
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Il "Ban Artificial Superintelligence Act" sospende lo sviluppo di modelli avanzati, istituisce un Dipartimento per l'Intelligenza Artificiale e prevede fino a 20 anni di carcere per i trasgressori.
Sanders e Casar depositano il Ban Artificial Superintelligence Act: vieta lo sviluppo di una «superintelligenza» e prevede pene fino a 20 anni di carcere per i responsabili1.
Nel testo, «artificial superintelligence» indica una tecnologia capace di «distruzione o disarmo dell’umanità», incluso il rovesciamento del governo. Il divieto copre lo sviluppo e la continuazione di attività dirette a creare tale capacità. Le violazioni ricadono sui «leader dell’IA» ritenuti responsabili, con sanzioni penali fino a 20 anni, come esplicitato nella proposta1.
Non si limita al bando. La proposta impone una pausa sullo sviluppo di «advanced AI systems». I proponenti inquadrano questi sistemi come modelli di frontiera addestrati oltre una certa soglia di dati. La ripresa potrà avvenire solo dopo l’istituzione di un Department of Artificial Intelligence con guida scientifica e poteri di supervisione. Senza quell’agenzia, i lavori sui sistemi avanzati restano fermi1.
Compiti dell’agenzia: monitorare i modelli di frontiera, definire un perimetro di sicurezza e verificarne il rispetto prima di autorizzare nuove fasi di sviluppo. Tra le leve, la rimozione di funzionalità ritenute pericolose. Fino alla piena operatività del dipartimento, vale la sospensione1.
La struttura del provvedimento tiene insieme due strumenti distinti. Da un lato, un divieto assoluto sulla «superintelligenza», con responsabilità penale per chi guida progetti che mirano a quel traguardo. Dall’altro, una pausa regolata sui sistemi avanzati, che condiziona l’evoluzione dei modelli di frontiera all’avvio di una supervisione pubblica con competenze scientifiche. Il criterio di ripartenza è chiaro: la nascita e l’operatività del nuovo dipartimento1.
La definizione di «advanced AI systems» poggia sulla quantità di dati usati in addestramento, indicata come soglia per distinguere i modelli di frontiera da altri sistemi. La mitigazione di funzionalità pericolose rientra nel perimetro che l’agenzia dovrà valutare e far rispettare. Ne consegue un percorso di autorizzazione e controllo che sposta il baricentro decisionale su un ente pubblico dedicato, non su soggetti privati1.
I firmatari sono il senatore Bernie Sanders (I‑VT) e il deputato Greg Casar (D‑TX). L’iniziativa punta a fissare in legge un limite netto sulle capacità ritenute esistenziali e, insieme, a creare le condizioni istituzionali per governare l’evoluzione dei modelli di frontiera. La combinazione di sanzioni penali e requisiti di supervisione costruisce un vincolo forte su chi guida i progetti e sul quando poterli riprendere1.
La parola «superintelligenza» entra così in un testo normativo. È lo stesso termine che Donald Trump ha indicato come sostituto ufficiale di «AI» nei documenti federali. Un’eventuale approvazione lo fisserebbe anche nel lessico legislativo, oltre che in quello politico1.
Fonti
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