Smantellata botnet su oltre 1,3 milioni di dispositivi Android
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Una coalizione di società di sicurezza con la National Police Agency giapponese ha interrotto un network di dispositivi preinstallati con il backdoor XCPE, usato per creare proxy e nascondere traffico malevolo.
La National Police Agency del Giappone e una coalizione di società di sicurezza hanno interrotto una botnet costruita su più di 1,3 milioni di dispositivi Android, in oltre 200 paesi. Google Threat Intelligence Group attribuisce con “alta confidenza” la backdoor e l’operazione a Videostrong Technology, produttore con sede a Shenzhen che realizza dispositivi Android, tra cui TV box e proiettori1.
Secondo Google, Videostrong ha inserito deliberatamente nel firmware una backdoor chiamata XCPE e ha venduto l’accesso ad affiliati criminali. Questi installavano moduli di malware sui dispositivi spediti a clienti ignari. Una volta collegati alla rete domestica, la backdoor preinstallata permetteva di creare reti di proxy e nascondere traffico malevolo usando le connessioni internet degli utenti, a loro insaputa1.
TrendAI descrive un agente di gestione preinstallato, camuffato da normale client di amministrazione remota. L’agente scaricava aggiornamenti da una pagina su GitHub e si collegava a un server MQTT che dava all’operatore controllo completo su ogni box: installazione e rimozione di app, modifica delle impostazioni, invio di aggiornamenti ai dispositivi infetti1.
Tra il 3 giugno e il 1 ottobre, TrendAI ha documentato più di 3,8 milioni di indirizzi IP domestici e mobili distinti collegati all’operazione1.
La coalizione ha anche interrotto i domini di comando e controllo usati per gestire i moduli degli affiliati. Per Google, il blocco di questi C2 taglierà l’accesso ad almeno altri 10 milioni di dispositivi compromessi1.
Il modello descritto da Google: inserimento della backdoor a monte, vendita di accesso ad affiliati, monetizzazione tramite reti proxy e moduli aggiuntivi. L’utente acquista un TV box, lo collega alla rete, l’agente nel firmware contatta GitHub e il server MQTT, e da lì riceve comandi. Gli operatori possono cambiare impostazioni, installare o rimuovere app. La macchina diventa un nodo controllato da remoto1.
Videostrong è indicata da Google come responsabile dello sviluppo, della distribuzione e della gestione della backdoor “per guadagno finanziario”. Gli affiliati potevano aggiungere i propri moduli di malware sui box in commercio. Le reti di proxy nascondevano il traffico malevolo dietro le connessioni degli utenti1.
Google ha interrotto i rapporti con Videostrong e ha vietato all’OEM di produrre dispositivi con app Google preinstallate1.
Fonti
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici
Millebit non ha giornalisti che scrivono gli articoli: li scrive un motore editoriale basato su modelli di intelligenza artificiale, a partire dalle fonti elencate qui sopra. Prima di uscire, ogni testo passa questi controlli:
- Rilettura. Un passaggio toglie i tic della prosa generata da un modello, come i contrasti costruiti e le frasi che annunciano invece di informare, senza toccare fatti e fonti.
- Fedeltà alle fonti. Un passaggio dedicato toglie ogni affermazione che le fonti non sostengono. Valutazione su questo pezzo: 9/10.
- Anti-cliché. Un filtro scarta frasi fatte, enfasi e tic della prosa artificiale: superato.
- Giudizio editoriale. Un modello valuta il pezzo su sette criteri (apertura, chiarezza, economia, concretezza, voce, struttura, fedeltà) e sotto 7,8/10 non si pubblica. Questo articolo ha preso 8,0/10.
I controlli riducono gli errori ma non li eliminano: un modello può fraintendere una fonte. Per le decisioni importanti, risali alla fonte originale. Se trovi un errore, segnalacelo.
Per vedere Millebit nelle notizie principali di Google, aggiungilo alle tue fonti preferite. Oppure segui l’edizione di oggi, il feed RSS o La Sintesi.