Lunedì 2 novembre 2026
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Sviluppo software

Test su 1.000 righe: un cambiamento, quanti render in React 19?

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Uno sviluppatore ha confrontato Zustand, Redux Toolkit e Jotai montando 1.000 righe che leggono singoli elementi e contando i render dopo una sola modifica.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Con un solo update su 1.000 elementi, quanti render scatena React 19? Muhammad Mozzammel Haque ha montato 1.000 righe, ha cambiato un solo item nello store, poi ha contato le renderizzazioni dei componenti1.

Il banco di prova riguarda tre librerie di stato: Zustand, Redux Toolkit e Jotai. Stesso scenario, stessa versione di React, stessa domanda di fondo. Cambia solo la libreria usata per lo store, così l’osservazione resta sul comportamento di lettura e aggiornamento in ciascun caso1.

La procedura è essenziale. Mille componenti, ognuno legge un item distinto dallo store. Un update tocca un solo elemento tra i mille. Si registra quante volte i componenti renderizzano dopo il cambiamento. Tutto avviene in React 19, condizione dichiarata fin dall’impostazione del test1.

Haque ha presentato il lavoro in due post collegati. Su dev.to ha pubblicato un annuncio con titolo, autore e data, 2 novembre. Da lì rimanda a un articolo su Medium che descrive l’esperimento e ne offre i dettagli operativi1.

Il perimetro resta stretto, per scelta. Una lista da 1.000 elementi. Un’unica modifica. Un’unica metrica osservata: il conteggio dei render successivi all’update. Non risultano varianti di scenario, test su dimensioni diverse o misure aggiuntive nelle fonti disponibili1.

Il focus metodologico è chiaro: isolare l’effetto di un aggiornamento puntuale su componenti che leggono porzioni disgiunte di stato. In un caso come questo, la misura dei render aiuta a capire quanto ogni libreria riesca a circoscrivere l’aggiornamento ai soli componenti interessati. L’autore inquadra così la prova e limita l’analisi a ciò che accade dopo quel singolo cambio1.

Le fonti non riportano conteggi numerici, grafici o tempi di esecuzione. Non emergono dati comparativi, percentuali o profili di performance. Si sa cosa è stato montato, cosa è stato cambiato, cosa è stato contato. Non si sa con che esito, né con quale ordine di grandezza. Chi legge non trova indicazioni di metrica diverse dal numero di render osservato, né parametri ambientali come hardware, impostazioni di compilazione o strumenti di profilazione adottati1.

Per trarre conclusioni servirebbero alcuni elementi misurabili e replicabili: il numero di render registrati per ciascuna libreria, varianza su più run, condizioni di test esplicitate, tempi di commit e, se possibile, tracce del profiler. Con questi dati si potrebbe valutare l’ampiezza dell’aggiornamento, pesare eventuali differenze e riprodurre i risultati in altri contesti.

Fino ad allora, il contributo indica un percorso di prova semplice da replicare: lista ampia, update minimale, conteggio dei render. Una traccia utile a chi vuole verificare, nel proprio progetto, quanto uno store di stato limiti l’impatto di un cambiamento puntuale in React 191.

Fonti

  1. I mounted 1,000 rows that each read one item from a store, changed one item, and counted renders in React 19. Read the art: https://mozzammel-haque.medium.com/i-changed-one-of-1-000-items-in-zustand-redux-toolkit-and-jotai-on-react-19-cc3dceb94846?sharedUs dev.to · 2 novembre 2026
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

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