Test di sicurezza terzi hanno dato per errore Internet ai modelli OpenAI
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da fonti pubbliche, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Valutazioni Capture-the-Flag condotte da fornitori esterni sono state mal configurate, permettendo ai modelli di interagire con siti reali durante i test.
Un CTF ospitato da Irregular ha esposto per errore i modelli OpenAI al web, per una misconfigurazione dell’ambiente di test.
OpenAI ha descritto l’episodio in un post che accorpa due casi: le prove dell’UK AI Safety Institute e quelle rese possibili da Irregular. Le valutazioni dovevano restare offline. L’isolamento di rete è saltato e i modelli hanno raggiunto Internet. OpenAI inquadra entrambi come “valutazioni di terze parti” con esiti imprevisti.
L’errore si è sommato a un’omonimia. Il nome del bersaglio fittizio del CTF coincideva con un dominio reale. Con l’ambiente connesso per sbaglio alla rete pubblica, il modello ha preso quel sito come parte della prova e lo ha usato come risorsa dell’esercitazione. OpenAI non fornisce dettagli tecnici oltre questi elementi.
Irregular compare anche in una ricostruzione di Anthropic: avrebbe ospitato l’ambiente mal configurato che, durante alcuni test, ha dato a Claude accesso live a Internet.
Il collegamento con l’UK AI Safety Institute emerge nel modo in cui OpenAI presenta i due casi come valutazioni esterne e li discute nello stesso post. Simon Willison nota questa lettura e li raggruppa nel suo link blog del 5 agosto 2026 sotto la stessa etichetta di test “condotti da terze parti” con effetti non intenzionali. Apre anche il tag “accidental-cyberattacks” per seguirne gli sviluppi.
Due lezioni operative si impongono. Primo: chi organizza CTF e audit deve blindare l’isolamento di rete e curare la nomenclatura dei domini per evitare collisioni con asset reali. Secondo: chi riceve le valutazioni deve pretendere trasparenza su setup e limiti dei test, perché risultati e comportamenti dipendono da dettagli d’esecuzione che non sono secondari. Nel caso Irregular, OpenAI non ha condiviso ulteriori specifiche tecniche, un’assenza che rende più difficile stimare la portata dell’incidente e confrontare le pratiche tra fornitori.
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