Domenica 25 ottobre 2026
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Millebit
AI · Software · QA
Il segnale, non il rumore.

Gli articoli di Millebit sono scritti con l’intelligenza artificiale a partire da fonti citate in ogni pezzo. Come lavoriamo

Sviluppo software

Tieni le slide sotto controllo: usa file di testo e Git per versionarle

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Scrivere le presentazioni in Markdown o HTML con reveal.js, Slidev o Marp permette diff leggibili, review e rollback, ed esportare PPTX per ogni release.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

“final”, “final-v2”, “final-really-final-JM-edits” fanno perdere commenti, sovrascrivono cambiamenti e confondono l’ultima versione mostrata. Gli sviluppatori hanno risolto problemi simili con Git. Lo stesso approccio funziona quando le presentazioni si scrivono in HTML o Markdown1.

I pacchetti di slide tradizionali sono binari: un sistema di controllo versione li conserva, ma non mostra con facilità cosa cambia tra due revisioni. Con sorgenti testuali succede il contrario: ogni modifica appare come righe aggiunte o rimosse, leggibili. Si vede chi cambia una frase, si discute un intervento puntuale, si annulla un errore in pochi secondi1.

Per abilitare questo flusso serve scrivere le slide come testo. L’articolo cita tre opzioni consolidate: reveal.js, Slidev e Marp. Oggi molte soluzioni di intelligenza artificiale generano direttamente slide in HTML, e questo abbassa la soglia d’ingresso per flussi basati su file testuali1.

La revisione migliora perché si lavora su differenze chiare, non su copie con suffissi diversi. La cronologia rende espliciti gli interventi e riduce ambiguità. Il progetto resta leggibile perché i cambiamenti toccano solo le righe necessarie, senza formati opachi che nascondono dettagli1.

L’organizzazione dei file conta. Una struttura semplice aiuta a trovare le cose e a mantenere ordine: una cartella slides/ per i sorgenti principali del deck, una cartella assets/ per immagini, loghi e grafici, una cartella exports/ per i file generati per la distribuzione1.

Il titolo dell’articolo indica un’azione concreta: a ogni rilascio esportare un file PPTX. L’idea è affiancare ai sorgenti testuali un artefatto binario per la condivisione a valle, mantenendo la lavorabilità e la tracciabilità del contenuto in formato testo1.

Un flusso minimo, applicabile subito, può seguire questo schema: scrivi o genera le slide in HTML o Markdown con uno degli strumenti citati; salva i sorgenti in slides/ e le risorse in assets/; rivedi le modifiche come differenze riga per riga; quando chiudi una versione, esporta un PPTX e salvalo in exports/. Così chi deve presentare ha un file pronto all’uso, mentre chi collabora continua a lavorare su testo controllabile1.

Ci sono limiti pratici. I PPTX restano binari: Git li archivia, ma non mostra il diff interno. Conviene quindi tenere i sorgenti come verità di riferimento e usare gli esportati solo come output di consegna. In questo modo la cronologia resta leggibile e l’artefatto distribuito non spezza il flusso di lavoro1.

Se il team adotta questa disciplina leggera, ottiene due risultati con poco sforzo: differenze leggibili per ogni modifica e un pacchetto di distribuzione coerente a ogni rilascio, generato dagli stessi sorgenti e parcheggiato nella cartella exports/ pronta all’uso1.

Fonti

  1. Version Control for Presentations: Keep Slides in Git and Export PPTX for Each Release dev.to · 25 ottobre 2026
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

Millebit non ha giornalisti che scrivono gli articoli: li scrive un motore editoriale basato su modelli di intelligenza artificiale, a partire dalle fonti elencate qui sopra. Prima di uscire, ogni testo passa questi controlli:

  • Fedeltà alle fonti. Un secondo passaggio toglie ogni affermazione che le fonti non sostengono. Valutazione su questo pezzo: 9/10.
  • Anti-cliché. Un filtro scarta frasi fatte, enfasi e tic della prosa artificiale: superato.
  • Giudizio editoriale. Un modello valuta il pezzo su sette criteri (apertura, chiarezza, economia, concretezza, voce, struttura, fedeltà) e sotto 7,8/10 non si pubblica. Questo articolo ha preso 8,0/10 dopo 1 revisione.

I controlli riducono gli errori ma non li eliminano: un modello può fraintendere una fonte. Per le decisioni importanti, risali alla fonte originale. Se trovi un errore, segnalacelo.

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