Torri di sorveglianza al confine non hanno evitato morti
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da 2 fonti citate, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Un'inchiesta di MIT Technology Review e Times of San Diego documenta guasti tecnici, algoritmi che non rilevano persone e assenze di risposta: gli autori propongono quattro misure per rafforzare la supervisione federale.
L’8 aprile 2024 José Morales Bernal ha attraversato il confine sotto tre torri di sorveglianza nel sud del New Mexico. Il sistema non ha attivato la catena di rilevamento, allerta e intervento che CBP promette sul campo.
Anduril ha costruito le torri. Hanno telecamere e tracciamento automatico delle persone. Trasmettono video in diretta alle sale di controllo e inviano avvisi agli smartphone degli agenti per richiedere l’intervento di chi è più vicino.
Un’inchiesta di MIT Technology Review e Times of San Diego ha documentato casi in cui persone hanno camminato in aree coperte da torri “abilitate all’AI” e sono morte lì vicino. In alcuni episodi i corpi sono rimasti inosservati per settimane o mesi. Gli Stati Uniti hanno speso miliardi per questo “muro virtuale” lungo il confine con il Messico.
I giornalisti hanno lavorato per un anno su atti, video e testimonianze. Hanno trovato guasti, rilevamenti mancati e avvisi ignorati. La sequenza che dovrebbe portare a una risposta rapida si interrompe in più punti: sensori fuori uso, algoritmi che non riconoscono le persone, agenti che non arrivano. Il risultato è una rete che spesso non vede, non allerta o non risponde.
Il caso di Morales Bernal rende concreto il problema. Quella mattina camminava entro il raggio di tre torri installate da CBP. La tecnologia avrebbe dovuto rilevarlo, mostrare il flusso video in tempo reale e inviare un avviso agli agenti. Non è accaduto, secondo la ricostruzione dell’inchiesta.
MIT Technology Review ha pubblicato anche un testo con quattro proposte per affrontare questi fallimenti. Mira a rafforzare la supervisione federale sulla rete di sorveglianza, alla luce delle morti accadute vicino alle torri e delle disfunzioni emerse. I dettagli sono nell’articolo originale.
Il progetto si chiama Dying on Camera. È una collaborazione tra MIT Technology Review e Times of San Diego. Le due redazioni hanno condiviso metodi e verifiche per ricostruire dove e come si interrompe la catena tecnologica e umana su cui si basa il “muro virtuale”.
Senza correzioni e controlli, avvertono gli autori, altri decessi potrebbero restare invisibili per settimane o mesi, come quelli già documentati vicino alle torri del confine.
Fonti
- 4 ways to address the failures we found along the US border’s “virtual wall”
- The US spent billions on border surveillance. Why can’t it catch people before they die?
Le fonti di questo pezzo sono state ricollegate all’articolo dopo la pubblicazione: l’elenco è quello da cui è stato scritto, ma i singoli rimandi nel testo non sono associati a una fonte precisa.
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