Sabato 24 ottobre 2026
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Waymo raddoppia il lobbying e spinge per taxi completamente autonomi

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Tra aprile e giugno Waymo ha speso oltre 1 milione di dollari per influenzare i regolatori Usa, accentuando lo scontro con Uber sulla strada verso i robotaxi.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Waymo ha speso oltre 1 milione di dollari in lobbying tra aprile e giugno per ottenere autorizzazioni ai servizi di taxi senza conducente. La cifra è più che raddoppiata in un anno, secondo i registri federali. Il dato arriva mentre Uber difende un percorso diverso per i robotaxi1.

I documenti depositati a Washington collocano la spesa di Waymo vicino a quella di Uber e sopra concorrenti come Zoox (Amazon) e Tesla. Il secondo trimestre segna così un’accelerazione nell’impegno a incidere sulle regole che definiranno l’operatività dei veicoli autonomi1.

Le strategie divergono. Waymo punta a servizi commerciali interamente driverless. Uber propone una transizione graduale, con robotaxi che affiancano gli autisti. Due linee che, sul piano legislativo, chiedono cornici diverse e generano frizioni tra i partner di ieri1.

Il Financial Times ha riportato che Waymo sta valutando l’uscita dalla partnership con Uber ad Austin e Atlanta, dove il gruppo di ride-hailing gestisce i propri servizi. Una scelta del genere ridisegnerebbe il perimetro della collaborazione avviata tra le due società1.

“Entrambe hanno aumentato il lobbying e si stanno scontrando, il che ora sembra accelerare il loro divorzio”, ha detto Walter Piecyk, analista di LightShed Partners. La lettura collega spesa politica e tattiche opposte sul terreno regolatorio1.

Waymo presenta l’attività a Washington come leva per consentire servizi senza conducente a bordo. L’obiettivo è ridurre gli ostacoli normativi che ancora limitano l’offerta commerciale in diverse città statunitensi1.

Uber, al contrario, chiede norme che permettano la coesistenza tra robotaxi e conducenti umani. Una scansione più lenta della diffusione tecnologica, che presuppone autorizzazioni mirate e progressive. Anche qui lo sforzo di influenza si è intensificato nel trimestre osservato1.

Se l’uscita di Waymo dalle operazioni comuni ad Austin e Atlanta andasse avanti, la competizione regolatoria avrebbe un riflesso immediato sul terreno commerciale. I mercati locali diventerebbero banco di prova delle due impostazioni: lancio pieno dei servizi driverless oppure integrazione con flotte guidate1.

Fonti

  1. Waymo doubles spending on lobbying in robotaxi battle with Uber Ars Technica · 21 agosto 2026
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