AstroForge affida il comando del prossimo veicolo spaziale a un'AI
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Il modello transformer 'Solo' piloterà un lancio previsto nel 2027 sul primo razzo di Stoke Space, in una missione sostenuta dalla NASA per studiare il Sole.
Nel 2027 AstroForge metterà una rete neurale al timone di un veicolo spaziale. “Solo”, modello basato su transformer sviluppato in casa, guiderà una missione sul primo razzo di Stoke Space, con supporto della NASA e raccolta di dati sul Sole1.
Oggi molte sonde operano con ampia autonomia, ma il controllo resta umano. Quando esplora il Sistema solare, la NASA costruisce ridondanza e automatismi, poi affida a team a Terra la gestione delle fasi critiche. La missione Osiris-Rex, partita verso un asteroide nel 2018, contava 100 operatori per ogni turno di otto ore1.
Una struttura così pesante non è sostenibile per una startup. AstroForge, che sviluppa tecnologie per l’estrazione di risorse da asteroidi, spinge quindi sull’autonomia a bordo. “Solo” non è un prodotto esterno adattato. È uno stack di controllo creato internamente per mettere l’AI al centro del comando, non a supporto marginale1.
Nel settore l’autonomia non è una novità, ma si regge per lo più su algoritmi classici di controllo. Le reti neurali restano poco usate in volo per timori di affidabilità. Il primo impiego di una rete neurale per il controllo dell’assetto di un satellite in orbita è arrivato solo l’anno scorso1.
Il profilo della missione annunciata è compatto: veicolo autonomo con “Solo” a bordo, lancio inaugurale del vettore di Stoke Space, supporto della NASA, obiettivo di raccogliere dati scientifici sul Sole. L’azienda inquadra questo passaggio nella propria roadmap di lungo termine sull’estrazione da asteroidi1.
AstroForge è nata nel 2022. Ha raccolto 56 milioni di dollari di finanziamenti di venture capital. Con “Solo” dichiara di voler ridurre la dipendenza da squadre numerose a Terra e di spostare più decisioni di guida direttamente a bordo1.
Resta il nodo che frena il settore: come dimostrare l’affidabilità di un modello neurale in condizioni non nominali. La ridondanza è lo scudo tipico delle missioni interplanetarie; integrare un sistema come “Solo” in architetture sicure richiede prove in volo. Il test del 2027 dirà se un’AI può sostenere manovre e decisioni senza scaricare il carico su decine di operatori, e quanto margine resta per l’umano nella catena di controllo1.
Fonti
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