Il CEO di Flock rifiuta l’audizione del Senato mentre i legislatori puntano su Flock
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Un'audizione sul presunto «AI Surveillance Network» ha messo Flock al centro di accuse e testimonianze su identificazioni errate e opacità dell'uso dell'IA.
Il CEO di Flock non si è presentato all’audizione della Sottocommissione su criminalità e controterrorismo della Commissione Giustizia del Senato USA, convocata sul suo “AI Surveillance Network”. Il presidente, Josh Hawley (R-MO), ha aperto mettendo l’azienda al centro: “C’è un nome che davvero si distingue sopra gli altri, ed è Flock… Se non avete sentito parlare di Flock, probabilmente Flock ha sentito parlare di voi”1.
L’assenza non è stata isolata. Anche Axon, Motorola Solutions e Verkada non hanno inviato testimoni. L’interesse del pubblico, però, è rimasto alto: sala piena, fila di riserva nel corridoio1.
Il panel ha riunito esperti di cybersecurity e giuristi. Un pubblico ufficiale ha portato un caso concreto. Uno sceriffo ha spiegato di aver chiuso il contratto con Flock dopo, a suo dire, risposte elusive dell’azienda sull’uso dell’intelligenza artificiale. Ha parlato anche una cittadina della Florida. Ha raccontato di aver passato 13 giorni in carcere dopo un errato collegamento, basato su telecamere di Flock, tra la sua auto e una scena del crimine1.
Hawley ha insistito sul ruolo di Flock. Ha ripreso più volte lo stesso concetto. Ha legato la portata commerciale dell’azienda ai rischi di un uso esteso dei suoi sistemi in ambito pubblico1.
Il titolo dell’audizione usava l’etichetta “AI Surveillance Network”. Il focus è rimasto lì. Non c’erano CEO al tavolo. Hanno parlato le voci esterne. Si è discusso di uso dell’IA nelle piattaforme di sorveglianza. Di responsabilità dei fornitori quando i sistemi vengono adottati da forze dell’ordine. E delle conseguenze degli errori di identificazione, come nel caso della testimone dalla Florida1.
L’assenza dei vertici ha cambiato il tono. I senatori hanno rivolto domande indirette alle aziende. Hanno chiesto trasparenza su come funzionano gli strumenti. Su come gestiscono gli errori. E su chi risponde quando l’errore priva una persona della libertà. La platea piena ha sottolineato che il tema non è tecnico. Riguarda l’impatto sui cittadini che vivono dove queste reti si accendono1.
Hawley ha indicato Flock come priorità della sottocommissione. La seduta, affollata nonostante le defezioni, ha fissato i temi e gli interlocutori che il Senato intende incalzare nei prossimi passaggi del dibattito sulla sorveglianza potenziata da IA1.
Fonti
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