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Intelligenza artificiale

Creatore di OpenClaw: ho bruciato 10 milioni di dollari in token in un mese

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Peter Steinberger ha dichiarato a Cloudflare Connect 2026 di aver speso circa 10 milioni in token per carichi AI, finanziati dagli investitori, e ha definito il suo budget «virtualmente illimitato».

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Sul palco di Cloudflare Connect 2026 a San Francisco, Peter Steinberger ha detto di aver speso circa 10 milioni di dollari in token nell’ultimo mese per far girare carichi di lavoro di intelligenza artificiale. Denaro di investitori, non suo1.

Steinberger, membro dello staff tecnico di OpenAI e creatore di OpenClaw, lo ha raccontato in dialogo con il CTO di Cloudflare, Dane Knecht. Dopo l’osservazione di Knecht su un “budget di token virtualmente illimitato”, dalla sala sono arrivati mormorii. Steinberger ha risposto: “Quello che le persone non capiscono sempre è che non tutto questo è utile”1.

Più avanti è tornato sui limiti tecnici: “Sento che la sfida principale che molte persone hanno è che la nostra infrastruttura non ha ancora davvero tenuto il passo”1.

Il resoconto collega la scena al momento dell’azienda. OpenAI, si legge, starebbe cercando di “accelerare il finanziamento”. Anthropic, rivale diretto, è attesa alla quotazione in Borsa1.

Da quel palco non sono arrivati dettagli su quali carichi, modelli o dataset abbiano generato il consumo. Né su processi o ottimizzazioni seguiti. Restano le frasi riportate e il contesto finanziario indicato dalla fonte1.

Il nodo che emerge non è contabile, è operativo. Se l’infrastruttura “non ha tenuto il passo”, ogni aumento di budget comprime il margine di utilità. Lo si è visto nella reazione della sala e nelle parole di Steinberger: spendere non basta, serve capire cosa rende e cosa no1.

L’osservazione di Knecht fissa il quadro: pochi hanno un budget “virtualmente illimitato”. Per tutti gli altri, la metrica del token diventa un vincolo, non una leva. Le scelte di inferenza, l’allocazione dei job, i colli di bottiglia di rete e memoria, tutto pesa quando i costi si misurano in minuti e in gettoni. In assenza di dati pubblici su architetture o dataset, la discussione resta ancorata a una cifra e a due ammissioni: utilità parziale della spesa, infrastruttura in ritardo1.

La cornice finanziaria aggiunge un’ombra ulteriore. Se OpenAI accelera la raccolta e un concorrente prepara l’IPO, numeri a otto cifre in trenta giorni entrano nei fogli di calcolo degli investitori. Per chi finanzia e per chi costruisce, la conseguenza è concreta: ogni dollaro bruciato in token senza ritorno intacca multipli e valutazioni futuri. Nell’attesa di dettagli tecnici, il verdetto lo daranno i costi vivi dell’infrastruttura e la capacità di trasformare spesa in valore, non le promesse sul palco1.

Fonti

  1. OpenClaw creator says he spent $10 million in tokens last month The Register · 21 ottobre 2026
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

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