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Intelligenza artificiale

Garante multa Ministero e Notariato per la fuga degli esiti del concorso

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Totale 35.000 euro di sanzioni e parere favorevole condizionato sull'uso dell'IA in Provincia di Trento dopo la pubblicazione di un elenco con annotazioni personali.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Il 18 febbraio 2026 il Consiglio Nazionale del Notariato carica sulla Rete Unitaria del Notariato, alle 13:40, un elenco di candidati con annotazioni personali. I risultati ufficiali del Ministero arrivano online alle 14:40. Un’ora di scarto, due documenti non coincidenti, una diffusione anticipata. Il Garante sanziona il Ministero della Giustizia con 20 mila euro e il Consiglio Nazionale del Notariato con 15 mila euro, per un totale di 35 mila euro1.

L’elenco pubblicato dal Notariato non proveniva dal Ministero. Un componente della commissione d’esame l’aveva inviato a titolo individuale, senza autorizzazione della commissione o del Ministero. Nel file comparivano elementi estranei agli esiti ufficiali: luoghi di nascita, date di correzione, composizione della commissione. Presenti anche annotazioni e apprezzamenti personali su alcuni candidati, con riferimenti agli argomenti d’esame1.

Il Garante, con il provvedimento n. 762, contesta al Consiglio l’acquisizione e la comunicazione dei dati senza un’adeguata base giuridica. Il richiamo alle funzioni generali di rappresentanza della categoria non basta. La sanzione è di 15 mila euro. Condotta esaurita, nessuna misura correttiva aggiuntiva1.

Per il Ministero scatta il provvedimento n. 761. All’ingresso della sede ministeriale era esposto un elenco che includeva anche i non ammessi all’orale. La disciplina di settore prevede la sola menzione degli ammessi e limita la conoscibilità degli esiti agli spazi destinati agli esami. L’Autorità applica una multa di 20 mila euro1.

I provvedimenti portano la data del 7 ottobre 2026 e compaiono nella newsletter del 29 ottobre. La vicenda mette a fuoco due fronti: chi può trattare e pubblicare dati personali in una procedura pubblica e con quali garanzie lo stesso dato può alimentare sistemi di intelligenza artificiale1.

Il terzo atto è a Trento. Il provvedimento n. 760 esamina uno schema di regolamento della Provincia autonoma per l’uso di modelli di AI nei procedimenti amministrativi e nei processi organizzativi. Tra le prime applicazioni rientra il sistema di protocollazione e gestione documentale. L’Autorità condivide gli obiettivi, ma impone condizioni: basi giuridiche più puntuali per i dati appartenenti a categorie particolari e per i dati relativi a condanne penali e reati. Le schede tecniche predisposte dalle singole strutture non bastano. Servono disposizioni di rango adeguato, almeno regolamentare nei casi indicati, o specifici atti amministrativi generali quando ammessi1.

Diritti di rettifica e cancellazione al centro dell’ultimo rilievo. La valutazione d’impatto allegata allo schema provinciale ammette un limite concreto: correggere o eliminare un’informazione nell’archivio originario non assicura che un modello già addestrato smetta di produrre risultati influenzati da quel dato. Il Garante chiede misure tecniche e organizzative per rendere effettivi quei diritti anche dopo l’addestramento1.

Il caso Trento apre una questione operativa per tutta la PA che sperimenta l’AI: senza basi normative adeguate e rimedi efficaci post-addestramento, il rischio è costruire sistemi che non rispettano i diritti anche quando le banche dati a monte sono aggiornate1.

Fonti

  1. Concorso notai, 35mila euro di sanzioni. Il Garante pone condizioni anche all’AI di Trento Matrice Digitale · 8 novembre 2026
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

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