Sabato 24 ottobre 2026
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Intelligenza artificiale

Mirendil sigla con Google Cloud un accordo da oltre 100 milioni

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

La startup guidata da ex Anthropic ottiene TPU, GPU Nvidia e cluster gestiti per la ricerca su AI auto‑migliorante.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Mirendil ha firmato con Google Cloud un accordo pluriennale da oltre 100 milioni di dollari. L’importo equivale a circa metà del seed chiuso a fine giugno, quando la società è stata valutata 1 miliardo di dollari1.

Il cofondatore e CEO, Benham Neyshabur, ha parlato di un valore “superiore a 100 milioni di dollari”1. L’intesa garantisce accesso alle TPU di Google, a GPU Nvidia e a cluster di addestramento gestiti. Queste risorse servono a scalare gli esperimenti sull’AI auto‑migliorante, il filone di ricerca al centro del progetto di Mirendil1.

Per AI auto‑migliorante, o miglioramento ricorsivo, si intendono sistemi che iterano su se stessi per migliorare le proprie capacità. I cofondatori di Mirendil arrivano da Anthropic, uno dei laboratori che hanno esplorato questo approccio1. La società dichiara l’ambizione di spingere questa linea di ricerca fino a coprire, nel tempo, il lavoro tipico di un laboratorio di frontiera1.

Il pacchetto di Google Cloud combina hardware specializzato e servizi gestiti. L’obiettivo è accelerare lo sviluppo e limitare i colli di bottiglia operativi che frenano gli esperimenti ad alta intensità di calcolo1. In un mercato segnato dalla scarsità di risorse, bloccare capacità su più anni diventa una leva competitiva per le startup che puntano a modelli sempre più grandi e a cicli di addestramento rapidi1.

Il contesto industriale spinge in questa direzione. I principali cloud provider corteggiano le nuove realtà di AI con impegni infrastrutturali consistenti. Le startup, a loro volta, accumulano accordi per garantirsi continuità di accesso al calcolo durante la crescita1. TechCrunch cita anche altre aziende focalizzate sul miglioramento ricorsivo, come Recursive Superintelligence e Ricursive Intelligence, a conferma dell’interesse verso questo approccio1.

Il rapporto tra dimensione dell’accordo e capitali raccolti aiuta a leggere la strategia. Allocare una quota rilevante del seed su capacità di calcolo indica priorità nette: mettere a terra, presto, un programma di test e addestramento intensivo su TPU e GPU, con supporto di cluster gestiti1. Neyshabur lega esplicitamente l’intesa alla necessità di spingere la ricerca su sistemi che si migliorano autonomamente1.

La mossa offre un effetto immediato: riduce l’incertezza operativa legata alla disponibilità di calcolo e permette a Mirendil di pianificare cicli di esperimenti più fitti, senza dover rincorrere capacità spot o rinegoziare a breve termine1. In un’area in cui la velocità di iterazione fa la differenza, questa prevedibilità può trasformarsi in tempo di laboratorio e dati in più.

Fonti

  1. Exclusive: Mirendil inks $100M+ Google Cloud deal to scale self-improving AI TechCrunch — AI · 6 agosto 2026
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