Oltre un terzo delle pagine web pubblicate dopo ChatGPT mostra segni di IA
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Studio Pew su quasi mezzo milione di pagine rileva ampia presenza di testi scritti o pesantemente editati da intelligenza artificiale; nel campione di luglio 2026 il 10% mostrava segni significativi di paternità IA.
Oltre un terzo delle pagine web pubblicate dopo il lancio di ChatGPT mostra segni di scrittura o editing da parte di sistemi di intelligenza artificiale. Lo indica un nuovo studio di Pew Research diffuso giovedì1.
Pew ha raccolto quasi mezzo milione di pagine in inglese degli ultimi circa cinque anni usando l’archivio Common Crawl, partendo un paio d’anni prima del novembre 2022, mese di uscita di ChatGPT1. L’istituto ha poi usato la tecnologia di Open Pangram per stimare quante pagine fossero scritte o “sostanzialmente editate” da IA1. Il risultato principale: tra i contenuti più recenti, la quota con segnali di paternità artificiale supera un terzo1.
Nel dettaglio, in un campione casuale di 10.000 pagine raccolte a luglio 2026, circa il 10% mostrava “segni significativi di paternità IA”1. Questa misura fotografa un punto nel tempo. La stima più ampia riguarda invece le pagine pubblicate dopo il debutto di ChatGPT e indica una diffusione più marcata di testi generati o rimaneggiati dall’IA1.
Pew precisa il perimetro della rilevazione: il focus non è su chi o cosa navighi, ma su cosa venga letto1. E, stando al quadro che emerge, molto di ciò che circola sono bot che leggono pagine scritte da altri bot1.
Il rapporto arriva a ridosso di un altro segnale sull’automazione della rete. Cloudflare ha riportato che il traffico web generato da bot ha superato quello umano, e che il sorpasso è avvenuto prima del previsto1. Messo accanto ai dati di Pew, il rapporto suggerisce una sovrapposizione tra produzione automatica di contenuti e traffico automatizzato che li consuma1.
Lo studio afferma di corroborare altre ricerche che misurano la presenza di pagine recenti scritte o “sostanzialmente editate” da IA1. L’indicazione è convergente: la quota di contenuti con segni di intervento automatizzato è diventata rilevante nel periodo successivo al rilascio di ChatGPT1.
Va tenuto conto della metodologia. La raccolta proviene da Common Crawl e riguarda pagine in lingua inglese, non singoli siti selezionati da cataloghi proprietari1. Il rilevamento si basa sulla tecnologia di Open Pangram, che stima la probabilità di paternità o editing da IA individuando “segni” nei testi1. I tassi riportati derivano quindi da classificazioni automatiche applicate su un ampio campione temporale e su un sottoinsieme casuale più recente1.
Fonti
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