Sabato 24 ottobre 2026
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Intelligenza artificiale

13.000 frasi rivelano la scrittura AI, Opus 5.5 ama "this matters"

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Studio di Graphite trova 13.000 'tells' usati almeno il doppio nei testi generati da modelli rispetto agli umani; i modelli mostrano pattern distinti.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Graphite elenca 13.000 frasi che compaiono almeno il doppio nei testi dei modelli rispetto a quelli umani. Le chiama “tells”: segnali utili a distinguere la prosa delle macchine da quella delle persone1.

Lo studio fotografa abitudini precise. I modelli ricadono su costruzioni con forte contrasto. Ogni famiglia mostra tic propri. Un caso spicca: Opus 5.5 ripete spesso formule come “this matters”1. La portata non sta nel singolo vezzo, ma nella scala: migliaia di espressioni, non poche preferenze isolate1.

La definizione di “tell” segue una regola semplice e un confronto controllato. Conta come tell ogni frase almeno due volte più comune nell’output dei modelli. Il confronto avviene contro una base umana costruita ad hoc: 10.000 articoli pubblicati prima dell’uscita di ChatGPT, usati come riferimento per le frequenze1.

Le traiettorie divergono tra famiglie. “I modelli Claude si stanno avvicinando alla distribuzione di parole umana nel tempo”, afferma Greg Druck, chief AI officer di Graphite. “E per i modelli GPT, si sta allontanando”1. L’osservazione nasce dal conteggio delle parole e delle frasi che superano la soglia definita dallo studio1.

I risultati danno forma quantitativa a intuizioni diffuse tra redazioni e lettori attenti. Le costruzioni che marcano il contrasto ricorrono nei testi dei modelli. Le “firme” lessicali variano per versione, segno di idiosincrasie specifiche oltre alle tendenze generali. La lista di 13.000 frasi, misurata contro la baseline umana e filtrata con la soglia del “doppio”, consente di trasformare sensazioni in misure verificabili1.

Non è un catalogo statico. Segnali che un tempo bastavano a tradire un testo artificiale oggi non reggono più. Espedienti come il trattino lungo o parole come “delve” non funzionano come indizi affidabili. I modelli li hanno ridotti o eliminati, mentre mantengono e rinnovano altri schemi, fra cui le costruzioni a forte contrasto e formule ricorrenti come “this matters”1.

La mappa dei “tells” evidenzia quindi due piani. Da un lato, una base stabile di preferenze ripetitive che ricorre su vasta scala. Dall’altro, un ricambio costante di segnali, diversi per famiglia e versione, che rende i profili dinamici nel tempo1.

Questo ricambio ha una conseguenza pratica: gli schemi linguistici utili oggi potrebbero perdere valore domani. L’elenco di Graphite funziona come istantanea aggiornata delle inclinazioni dei modelli, più che come regola fissa. Chi studia o monitora testi generati dovrà misurare e aggiornare i segnali con continuità, perché i modelli cambiano velocemente e sostituiscono i vecchi indizi con nuovi pattern1.

Fonti

  1. Opus 5.5 loves to tell you ‘this matters’ (and other AI writing tells) TechCrunch — AI · 1 ottobre 2026
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

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  • Anti-cliché. Un filtro scarta frasi fatte, enfasi e tic della prosa artificiale.
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