Pudu Robotics scommette sugli umanoidi e apre una sede in Germania
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
La società di Shenzhen lancia una piattaforma software unica e dichiara l’Italia tra i mercati serviti mentre accelera l’espansione europea.
Il 30 ottobre Pudu Robotics ha aperto una sede regionale a Neuss, in Germania, per dimostrazioni, formazione, magazzino e assistenza tecnica. La società di Shenzhen, guidata dal fondatore Felix Zhang Tao, accelera l’espansione europea mentre punta sui robot umanoidi1.
Zhang definisce Tesla un concorrente di lungo periodo. Lo dice in un’intervista pubblicata l’8 novembre dal South China Morning Post. Riconosce a Elon Musk il merito di avere aumentato l’attenzione internazionale sugli umanoidi. Rivendica un punto di partenza diverso: Pudu vende già macchine operative in hotel, ristoranti, supermercati e stabilimenti industriali. Tesla sviluppa la propria strategia attorno a Optimus. La competizione riguarda quali architetture possano essere economicamente sostenibili1.
Il 5 novembre ad Amsterdam Pudu ha presentato la strategia One Brain, Multiple Embodiments. L’obiettivo è unificare le componenti software fra robot con corpi diversi. Si condividono percezione dell’ambiente e gestione delle attività. Restano specifiche dell’hardware locomozione e controllo dei movimenti. Il pacchetto include PuduFM, descritto come modello per la Physical AI, e PuduAgent OS, piattaforma per agenti che operano attraverso macchine robotiche. L’approccio può ridurre duplicazioni nello sviluppo e facilitare l’integrazione di nuove applicazioni. La sfida tecnica resta il trasferimento affidabile delle capacità tra macchine che lavorano fra ostacoli, spazi e persone1.
Il portafoglio esposto ad Amsterdam include i quadrupedi D5, le piattaforme semi-umanoidi D7 e gli umanoidi D9. A questi si affiancano robot per pulizia, servizi, movimentazione industriale e manutenzione del verde. Pudu cerca di trasferire competenze già utilizzate nei robot specializzati verso macchine capaci di svolgere attività più generali. Tesla mira a una piattaforma umanoide da usare su vasta scala. La competizione non è soltanto una gara fra prototipi, ma una scelta su architetture e sostenibilità economica1.
La spinta europea si vede nei numeri dichiarati dall’azienda. In due anni i ricavi del continente sono cresciuti in media di oltre il 60% l’anno. Pudu opera in più di 20 Paesi europei. La sede di Neuss deve sostenere installazioni e manutenzione con una struttura stabile, non solo con una rappresentanza commerciale. In Europa lavorano quasi 50 professionisti commerciali e circa 40 addetti al supporto tecnico. L’Italia è compresa fra i mercati in espansione insieme a Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi. Pudu cita aumenti annui superiori al 60% in diversi mercati, Italia compresa, ma non pubblica i ricavi assoluti per ciascun Paese1.
Su scala globale, Pudu dichiara oltre 130.000 robot spediti e attività in più di 85 Paesi e regioni. Sono dati societari, da distinguere da valutazioni indipendenti sulle prestazioni dei singoli modelli. L’azienda vede negli umanoidi la fase successiva della propria crescita. Il confronto con Tesla Optimus resta esplicito e si inserisce in strategie industriali diverse1.
In Italia l’azienda opera nella rete commerciale europea e indirizza settori nei quali l’automazione passa dai progetti sperimentali alle attività quotidiane1.
Fonti
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