Revolut sposta 2.000 sviluppatori su GLM in casa e taglia i costi
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
La banca ha reso GLM di Z.ai il modello predefinito eseguito sui propri server, dichiarando una riduzione di circa il 90% della spesa per l'inferenza del codice.
Revolut ha reso GLM di Z.ai lo strumento predefinito per scrivere codice, lo esegue sui propri server e dice di spendere un decimo rispetto a prima1.
La banca digitale britannica ha spostato circa 2.000 ingegneri su un modello a pesi aperti. Claude Code di Anthropic e Codex di OpenAI sono passati in coda. Lo ha spiegato David Abitbol, che guida operazioni e infrastruttura AI di Revolut, sul palco della conferenza AI Engineer di New York. The Register ha riportato i suoi numeri il 3 novembre: in meno di un anno la spesa per l’inferenza del codice è scesa di circa il 90%1.
Il percorso parte da strumenti commerciali. Revolut ha usato prima Gemini, poi Claude Code, imponendo un budget a ogni sviluppatore. Abitbol cita casi da 1.000 a 10.000 dollari al mese a testa, con benefici poco visibili. Il tetto calmierava la bolletta e tagliava l’uso proprio dove l’azienda voleva spingere. Hanno tolto il limite di token e internalizzato il calcolo.
Ad aprile 2026 Revolut ha iniziato a ospitare GLM-5.1. Poi è passata a GLM-5.3. Voleva una tariffa piatta, senza sorprese a fine mese. I tecnici hanno impostato una finestra di contesto di 256.000 token. Il modello, secondo le specifiche, potrebbe arrivare a un milione.
Bastano 56 GPU Nvidia B200, l’equivalente di sette sistemi DGX, per servire l’intero reparto di ingegneria. Il costo medio di inferenza, sempre secondo Abitbol, è di 30 centesimi di dollaro per milione di token. Circa un decimo di quanto pagato in precedenza ad Anthropic e OpenAI. Le ottimizzazioni software hanno contato più dell’hardware, tra cui quantizzazione e separazione delle fasi di elaborazione1.
I benefici che Revolut racconta riguardano i tempi, non solo le righe di codice. Tempo di scrittura ridotto del 60%. Lead time migliorato del 70%. Il collo di bottiglia non era scrivere ma fare debugging e smaltire i ticket. Con i token illimitati gli ingegneri hanno iniziato a usare l’AI anche lì. GLM lavora solo su testo. Le richieste con immagini o interfacce passano a un router che le smista verso modelli di frontiera.
Revolut usa soltanto i pesi pubblicati da Z.ai ed esegue tutto su infrastruttura propria, fuori dalla Cina. Niente chiamate ai servizi online dello sviluppatore. Codice e prompt restano dentro il perimetro della banca. È la distinzione dei modelli open-weight: se scarichi i pesi e li esegui in casa, al produttore non torna nulla. Resta una scatola costruita da altri, con un addestramento non verificabile dall’utente1.
Conta anche il rischio operativo. A giugno l’accesso ai modelli più avanzati di Anthropic è stato sospeso per quasi tre settimane per una decisione del governo americano, e chi dipendeva da quel fornitore si è fermato. Un modello i cui pesi girano sui propri server non può essere spento da nessuno. Qui conta meno il passaporto del laboratorio e più il luogo in cui avviene il calcolo.
StartupHub.ai nota che il 90% non include cloud, personale e monitoraggio. Abitbol non ha chiarito se le 56 GPU siano di proprietà o in affitto. Altri osservatori segnalano che il confronto mescola periodi d’uso diversi. Restano dati dichiarati, non verificati in modo indipendente1.
Per molte aziende la scala è proibitiva. Cinquantasei GPU B200 sono fuori portata per una media impresa italiana. La lezione trasferibile: dare ai modelli aperti il lavoro di routine e indirizzare i casi difficili ai modelli di frontiera. Il prezzo degli open-weight scende. Kimi K3 è arrivato in cima alle classifiche del codice a metà del costo dei concorrenti americani.
La variabile chiave, in Europa, è l’accesso al calcolo. Lo mostra il bando per le Gigafactory AI1.
Fonti
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici
Millebit non ha giornalisti che scrivono gli articoli: li scrive un motore editoriale basato su modelli di intelligenza artificiale, a partire dalle fonti elencate qui sopra. Prima di uscire, ogni testo passa questi controlli:
- Rilettura. Un passaggio toglie i tic della prosa generata da un modello, come i contrasti costruiti e le frasi che annunciano invece di informare, senza toccare fatti e fonti.
- Fedeltà alle fonti. Un passaggio dedicato toglie ogni affermazione che le fonti non sostengono. Valutazione su questo pezzo: 9/10.
- Anti-cliché. Un filtro scarta frasi fatte, enfasi e tic della prosa artificiale: superato.
- Giudizio editoriale. Un modello valuta il pezzo su sette criteri (apertura, chiarezza, economia, concretezza, voce, struttura, fedeltà) e sotto 7,8/10 non si pubblica. Questo articolo ha preso 8,0/10.
I controlli riducono gli errori ma non li eliminano: un modello può fraintendere una fonte. Per le decisioni importanti, risali alla fonte originale. Se trovi un errore, segnalacelo.
Per vedere Millebit nelle notizie principali di Google, aggiungilo alle tue fonti preferite. Oppure segui l’edizione di oggi, il feed RSS o La Sintesi.