Simon Willison pubblica Quick Study: un tool che dipinge foto su canvas
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
L'esperimento usa Claude Opus 5.5 High per aprire un'immagine e, in pochi secondi, riprodurla su canvas simulando un pennello, con rilevazione dei bordi Sobel e senza librerie esterne oltre a Google Fonts.
23 ottobre 2026, Simon Willison mette online Quick Study, un esperimento che apre una foto e in pochi secondi ne dipinge una versione su un canvas con un pennello simulato1.
Quick Study nasce da un prompt a Claude Opus 5.5 High. La richiesta è diretta: aprire un’immagine, riprodurla rapidamente con tratti di pennello simulati, usare un elemento canvas. L’obiettivo è ottenere una resa pittorica in tempi molto brevi, dal caricamento alla versione dipinta1.
Nel post, Willison indica i componenti in modo essenziale. Canvas per il disegno. Un pennello simulato per i tratti. La rilevazione dei bordi di Sobel per guidare il risultato. Non compaiono librerie esterne oltre a Google Fonts. Altre dipendenze non sono indicate1.
La tecnica dei bordi viene citata senza dettagli aggiuntivi. “Sobel edge detection” appare come scelta esplicita, senza spiegazioni sull’algoritmo o sulla sua implementazione. La pagina si limita a nominarla come parte del progetto1.
Willison collega l’esperimento a un tentativo precedente. Nella sezione “See also” rimanda a un’illustrazione ad acquerello simulata con P5.js, realizzata chiedendo aiuto a Claude Fable. Il riferimento colloca Quick Study dentro una serie di prove pratiche guidate da prompt, con continuità chiara tra esperimenti1.
Il post riporta il prompt usato per avviare il lavoro. La frase chiave definisce l’artefatto: aprire una foto e dipingerne una versione con canvas e pennello simulato, rapidamente. L’impostazione è netta, senza cornici teoriche o note sull’architettura. Si resta sul “cosa fa” e “con cosa lo fa”1.
Tra i “Recent articles”, Willison elenca altri progetti e note di ottobre 2026. “Battle Drones”, descritto come “a vibe coded RTS with audio-based multiplayer”, è del 20 ottobre. Seguono “Hello Python 3.15, goodbye 3.10, and now I can use 3.11”, 12 ottobre. “A new feature for my blog, built using my voice”, 9 ottobre. “Claude Haiku 5.5”, 7 ottobre. Titoli e date sono riportati in pagina1.
La struttura della pagina è asciutta. Un esperimento con tre elementi dichiarati, un prompt pubblicato per intero, un collegamento a un test precedente, e una lista di note recenti. Non ci sono spiegazioni di basso livello, né codice commentato passo passo. La scelta è deliberata: mostrare l’effetto e nominare gli ingredienti1.
Quick Study si inserisce così in una sequenza di prototipi pubblici, ravvicinati per data. Le pubblicazioni di ottobre segnano un ritmo intenso di prove e appunti, con focus su strumenti concreti e risultati visivi. Il link all’esperimento con P5.js e la presenza del prompt aiutano a leggere il metodo: partire da una richiesta chiara, puntare a un risultato visibile, documentare il minimo necessario1.
Fonti
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