Sabato 7 novembre 2026
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Sviluppo software

Smart Infrastructure, mercato Italia 1,36 miliardi nel 2025

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da 2 fonti citate, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Le Smart Energy guidano la crescita con 460 milioni; il monitoraggio predittivo può abbattere fino al 21% i costi del ciclo di vita.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Nel 2025 il mercato italiano delle Digital & Smart Infrastructure vale 1,36 miliardi di euro, in crescita del 16%. Le Smart Energy Infrastructure guidano con 460 milioni di euro. I sistemi di monitoraggio predittivo possono ridurre fino al 21% i costi di ciclo di vita di un’opera1,2.

Parliamo di autostrade, linee ferroviarie, ponti, gallerie, reti elettriche, idriche e del gas, porti, aeroporti e hub logistici. Queste opere integrano sensori, connettività e software. Generano dati in continuo, li trasmettono a piattaforme di analisi e restituiscono informazioni utili a chi le gestisce1.

La gestione cambia. Dalle ispezioni periodiche si passa al controllo continuo. I sensori rilevano vibrazioni, deformazioni, temperature, flussi di traffico o di energia. Le piattaforme analizzano i dati e supportano le decisioni operative lungo tutto il ciclo di vita1.

La base tecnologica è comune. Internet of Things per l’acquisizione. Intelligenza Artificiale e Digital Twin per analisi e simulazioni. Connettività 5G e comunicazioni V2X per lo scambio dati. Cybersecurity come requisito di progetto1. In ambito energetico entrano anche edge computing e Physical AI2.

Secondo l’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures della School of Management del Politecnico di Milano, il segmento più rilevante è quello energetico: 460 milioni di euro nel 2025, con il tasso di crescita più alto all’interno del comparto2. Qui lo strato digitale si applica a reti elettriche, idriche e del gas. Sensori, connettività e piattaforme di gestione raccolgono dati sullo stato di ogni componente e li usano per decidere dove intervenire, quando e con quali priorità2.

Due spinte accelerano l’adozione. L’integrazione di fonti rinnovabili, variabili e distribuite sul territorio, che richiede reti adattive istante per istante. La resilienza dei sistemi energetici nazionali di fronte a sfide climatiche e geopolitiche, che hanno mostrato la centralità dell’energia per l’economia2.

Gli ambiti applicativi coprono l’intera filiera elettrica, dalla trasmissione alla distribuzione locale. La digitalizzazione coinvolge cabine primarie e secondarie, telecontrollate da remoto, e la gestione dei flussi generati dagli impianti a fonti rinnovabili2. Nel settore idrico, automazione di dighe e acquedotti e monitoraggio continuo delle reti di distribuzione. Obiettivi: ridurre le perdite, ottimizzare l’uso della risorsa, garantire la continuità del servizio2.

Le sfide non mancano. Cybersecurity lungo tutta la catena. Sovranità del dato. Integrazione tra sistemi OT e ICT, con implicazioni organizzative e tecnologiche2. Restano temi centrali anche nelle infrastrutture di trasporto e logistica, dove l’adozione di soluzioni digitali è strettamente legata ai requisiti di sicurezza e alla gestione di asset che durano decenni1.

Smart Infrastructure e Smart City condividono tecnologie e obiettivi di efficientamento, ma restano concetti distinti per scala, attori, asset e finalità. I due ambiti si interconnettono nei punti di contatto tra reti e spazi urbani1.

I numeri fissano il perimetro: 1,36 miliardi di euro nel 2025 per l’intero mercato italiano, con l’energia prima voce per valore e crescita. Qui si misurano oggi le ricadute più immediate della digitalizzazione delle reti1,2.

Fonti

  1. Cosa sono le Smart Infrastructure, come funzionano e il mercato in Italia Osservatori Digital Innovation — Politecnico di Milano · 6 novembre 2026
  2. Cosa sono le Smart Energy Infrastructure, quanto vale il mercato in Italia e quali sono le sfide da affrontare Osservatori Digital Innovation — Politecnico di Milano · 6 novembre 2026
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