Trump pubblica foto 'prima e dopo' della Casa Bianca segnalata come modificata con AI
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Un confronto fotografico postato su Truth Social mostra una colonna restaurata che Google identifica come «made or edited with OpenAI», scatenando discussioni online sulle incongruenze visive.
Donald Trump ha postato su Truth Social un confronto “prima e dopo” di una colonna della Casa Bianca; The Verge ha caricato l’immagine su SynthID di Google e il detector l’ha segnalata come “made or edited with OpenAI”1.
Il fotomontaggio mostra la stessa colonna, con la versione “dopo” presentata come appena verniciata. L’inquadratura coincide quasi punto per punto. I riflessi nelle finestre restano identici. Alla base compare lo stesso cartone protettivo, nella stessa posizione. Nella versione “dopo” la superficie della colonna appare più liscia. Sui gradini laterali emerge l’anomalia più netta: il numero non combacia né tra le due immagini né con la “prima”1.
Le osservazioni sono partite da Reddit e hanno messo in fila i dettagli: somiglianza di scatto e micro-elementi ripetuti, insieme a discrepanze geometriche sui gradini. La combinazione di particolari che si ripetono e di altri che non tornano alimenta i dubbi sull’origine della versione “dopo”1.
The Verge riferisce di aver usato SynthID, lo strumento di Google che analizza immagini, video e audio alla ricerca di un watermark invisibile. Nel test svolto dalla testata, lo strumento ha contrassegnato la foto pubblicata su Truth Social come generata o modificata con strumenti di intelligenza artificiale, con la dicitura “made or edited with OpenAI”1.
Il confronto “prima e dopo” fa parte di un set di scatti sui lavori alla Casa Bianca. All’interno di quel set, questa immagine è quella al centro delle verifiche. Il riscontro tecnico di SynthID si affianca alle analisi degli utenti che hanno evidenziato l’incoerenza dei gradini e la ripetizione dei riflessi e delle protezioni alla base1.
La foto “dopo” resta online con la colonna mostrata come appena verniciata. L’attenzione però si è spostata dal risultato dei lavori al modo in cui l’immagine è stata prodotta, alla luce delle anomalie visive e dell’esito del detector di Google1.
Fonti
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