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Arrestati tre uomini, l’AI ha finto CEO e sottratto oltre 129 milioni

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da 2 fonti citate, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Il Dipartimento di Giustizia accusa Jacob Soall, Sharon Hazan e Guy Sheetrit di aver usato deepfake vocali e immagini per ottenere bonifici internazionali e convertire i proventi in criptovalute.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Un atto d’accusa del Dipartimento di Giustizia accusa tre uomini di aver usato l’intelligenza artificiale per fingersi amministratori delegati e avvocati, sottraendo oltre 129 milioni di dollari a società negli Stati Uniti e all’estero1,2.

Gli imputati sono Jacob Soall, Sharon Hazan e Guy Sheetrit. Il documento colloca le condotte tra luglio 2024 e febbraio 2026. I procuratori descrivono chiamate e messaggi in cui i tre avrebbero imitato voci e immagini di dirigenti e legali per far apparire autentiche operazioni finanziarie riservate. Il dipendente riceveva l’input dal finto CEO, poi il rinvio a un avvocato di un grande studio internazionale. Anche quel legale era impersonato. Alla fine il dipendente disponeva un bonifico su un conto controllato dal gruppo1,2.

Gli importi attribuiti alla frode sono dettagliati nell’atto d’accusa: 4.829.580 dollari a un sistema ospedaliero con sede nel Missouri, 2.684.580 a una banca del Rhode Island, 2.968.497 a un sistema ospedaliero californiano, 11.578.474 a una società fintech con sede nel Regno Unito, 4.639.918 a una società di fondi comuni del Massachusetts, 5.242.747 a un’azienda di alimenti per animali in Florida, oltre ad altre vittime2. Secondo il Dipartimento di Giustizia, il totale supera i 129 milioni di dollari1,2.

I bonifici passavano per conti in più Paesi: Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Grecia, Emirati Arabi Uniti, Singapore, Austria, Slovacchia e Cina. Dopo l’accredito, il denaro veniva convertito in criptovalute per occultare provenienza, proprietà e controllo, poi redistribuito tra gli imputati e i presunti complici1.

Gli arresti sono avvenuti in Europa negli ultimi mesi. Soall, 41 anni, di Marbella in Spagna e del Regno Unito, è stato arrestato in Spagna a giugno. Hazan, 54 anni, cittadino israeliano, è stato arrestato in Spagna ad agosto. Sheetrit, 42 anni, cittadino di Israele e degli Emirati Arabi Uniti, è stato arrestato nel Regno Unito a settembre. I tre sono in attesa di estradizione verso gli Stati Uniti2. Hazan ha una precedente condanna a Manhattan nel 2008 per cospirazione a frode bancaria, secondo il Dipartimento di Giustizia2.

L’accusa contesta cospirazione per frode telematica, riciclaggio e altri capi. Per alcune fattispecie la pena massima arriva a 20 anni di carcere federale2. I procuratori indicano anche alias usati per operare. Soall avrebbe utilizzato “Seba Clarke” e “Rocky Balboa”. Hazan “Superman Cash”, “Fat Boy” e “Ron”1.

Le autorità parlano di uso mirato di tecniche di sintesi vocale e video per rendere credibili le false identità. In una nota, la procuratrice Jamie McDonald afferma che l’AI offre potenzialità, ma alcuni cercano di usarla per fini criminali. L’FBI sottolinea l’impegno ad adattare rapidamente le proprie capacità per individuare, indagare e interrompere schemi simili1.

Il quadro che emerge dai documenti giudiziari mostra una truffa globale a controllo umano con supporto tecnologico: pochi passaggi, ruoli precisi, decisioni rapide. Per i dettagli tecnici e l’elenco completo dei capi di imputazione, il rinvio è al comunicato della procura del distretto meridionale di New York e all’atto d’accusa desecretato1,2.

Fonti

  1. Three men charged in US with using AI to impersonate CEOs and steal millions AI Incident Database · 7 novembre 2026
  2. Trio used AI to impersonate corporate execs, defrauding companies of nearly $130 million: DOJ AI Incident Database · 7 novembre 2026
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

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