Hacker sostiene che Suno ha raschiato decenni di audio da YouTube e Deezer
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Un presunto attacco alla catena di fornitura avrebbe dato accesso al codice sorgente e a dati clienti, secondo un reportage; le etichette contestano lo scraping sotto il DMCA.
Un hacker afferma di aver violato Suno, sottratto le credenziali di un dipendente con un attacco alla supply chain e trovato nel codice istruzioni per raschiare “decenni” di audio da YouTube Music, Deezer, Genius, librerie di musica stock e feed RSS di podcast1.
Il racconto arriva da un’inchiesta di 404 Media ripresa da TechCrunch, che attribuisce le affermazioni direttamente all’autore dell’intrusione1. Secondo questa versione, l’accesso alle credenziali ha aperto la strada al repository del codice sorgente di Suno. Lì l’attaccante dice di aver visto procedure e riferimenti operativi allo scraping dei servizi citati, usati per assemblare i dati di addestramento del generatore musicale1.
Lo stesso soggetto sostiene di aver visualizzato anche dati dei clienti. Parla di email, numeri di telefono e porzioni di numeri di carte conservati nel sistema di pagamento Stripe, accessibili nello stesso perimetro dell’intrusione sul codice1.
Sul fronte legale, Suno in precedenza ha dichiarato di addestrare i propri modelli su “file musicali pubblicamente disponibili” pubblicati in rete aperta e invoca il fair use per l’uso di opere protette come dati di training1. Le major discografiche che hanno fatto causa a Suno contestano questa lettura: sostengono che aggirare le protezioni di YouTube contro lo scraping violi il Digital Millennium Copyright Act e i termini di servizio della piattaforma1.
Il caso non è isolato nel segmento della musica generativa. Udio, concorrente diretto, è accusata di pratiche simili su YouTube1. In parallelo, Google, proprietaria di YouTube, affronta contestazioni sull’uso di opere protette per addestrare modelli, mosse da grandi editori di libri1.
Le informazioni pubblicate da 404 Media e rilanciate da TechCrunch non includono un’analisi forense indipendente dei sistemi di Suno, né quantificano con precisione il volume dei dati raccolti oltre al riferimento a “decenni” di audio1. Le testate attribuiscono le affermazioni alla stessa fonte che rivendica l’intrusione e basano il resoconto sulla documentazione che la fonte dice di aver consultato1.
Resta da capire se Suno confermerà, smentirà o contesterà nel merito le procedure descritte e l’ampiezza della violazione. Se verificate, le pratiche di raccolta e l’eventuale esposizione di dati dei clienti potrebbero pesare nel contenzioso già avviato con le major e spingere a verifiche tecniche esterne sulle difese e sulla provenienza dei dati di addestramento1.
Fonti
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