Meta rimuove funzione di Muse Image che usava contenuti di account Instagram pubblici
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da 2 fonti citate, senza revisione umana prima della pubblicazione.
L'azienda ha disattivato lo strumento dopo il ritorno di critica per la possibilità di generare immagini AI taggando account pubblici senza avviso.
Meta ha disattivato la funzione di Muse Image che generava immagini via @‑menzione di account Instagram pubblici dopo forti critiche. Nel post sul blog l’azienda ammette che “ha mancato l’obiettivo” e che non è “più disponibile”.
Il tool faceva parte del lancio di Muse Image all’inizio della settimana. Consentiva di richiamare, come riferimento, contenuti di profili pubblici su Instagram tramite @‑menzione. Non era previsto alcun avviso ai titolari degli account quando i loro contenuti venivano usati come prompt visivo.
The Verge colloca l’annuncio a martedì e scrive che la funzione permetteva di creare immagini basate sui contenuti di qualsiasi profilo pubblico senza permesso. La testata parla di “forti critiche” all’annuncio e segnala che Meta ha spento la funzione dopo aver aggiornato il post dedicato a Muse Image.
TechCrunch riferisce che l’opzione era arrivata insieme ad altri strumenti di intelligenza artificiale. La redazione ha pubblicato una guida su come escludere il proprio profilo quando l’impostazione era ancora attiva. Dopo le proteste, l’azienda ha aggiornato il blog e ha rimosso la funzione.
Nel testo dell’aggiornamento Meta scrive: “All’inizio di questa settimana, abbiamo annunciato che un modo per le persone di generare immagini in Meta AI è @‑menzionare account Instagram pubblici che vogliono prendere a riferimento. […] Abbiamo ascoltato i feedback che questa funzione ha mancato l’obiettivo, quindi non è più disponibile”. TechCrunch riporta un messaggio con lo stesso contenuto, incluso il riferimento a “missed the mark” e alla rimozione.
Entrambe le testate sottolineano l’assenza di notifiche ai titolari dei profili coinvolti. The Verge ribadisce che il sistema poteva attingere ai contenuti di qualsiasi account pubblico senza autorizzazione, punto che ha alimentato le critiche subito dopo l’annuncio.
Dylan Byers, cofondatore di Puck News, ha condiviso per primo la decisione di Meta di spegnere la funzione, prima della conferma ufficiale via blog.
Il caso mette a fuoco un nodo pratico: anche contenuti pubblici, se usati come riferimento per generatori di immagini, possono sollevare obiezioni quando manca informazione o consenso esplicito. Nelle ricostruzioni di TechCrunch e The Verge, proprio questa combinazione, accesso via @‑menzione e assenza di avvisi, ha innescato le critiche che hanno portato allo stop.
Fonti
- Meta removes controversial AI feature on Instagram after backlash
- Meta turns off the Instagram feature that let users make AI deepfakes of public accounts
Le fonti di questo pezzo sono state ricollegate all’articolo dopo la pubblicazione: l’elenco è quello da cui è stato scritto, ma i singoli rimandi nel testo non sono associati a una fonte precisa.
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