OpenAI respinge le accuse di Apple sui segreti commerciali
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
L'azienda dice di non essere a conoscenza di prove a sostegno della denuncia da 41 pagine presentata in California.
Sviluppi Ne abbiamo scritto di nuovo il 6 ago: OpenAI chiede di bocciare la causa di Apple sui presunti segreti commerciali
OpenAI ha respinto le accuse di Apple in una causa per segreti commerciali, affermando di non conoscere prove che sostengano la denuncia.1
Apple ha depositato un atto di citazione di 41 pagine presso la U.S. District Court for the Northern District of California. Nella denuncia, sostiene che ex dipendenti Apple, oggi in OpenAI, abbiano orchestrato un’operazione per ottenere informazioni confidenziali e proprietà intellettuale. Il documento chiama in causa anche la leadership di OpenAI e cita Tang Tan, attuale Chief Hardware Officer di OpenAI. Apple ricorda i 24 anni di carriera di Tan nell’azienda e ruoli già ricoperti, tra cui vice president of product design per iPhone e Apple Watch. Tutti questi elementi provengono dal testo depositato in tribunale.1
OpenAI ha diffuso una dichiarazione con due punti chiave. Primo, il rigetto del merito delle accuse: “While we take these allegations seriously, we’re not aware of any evidence that this complaint has merit.” Secondo, il richiamo a concorrenza e mobilità del lavoro: “We believe in fair competition and allowing people the freedom to work wherever they choose, and we’re focused on building innovative technology that empowers people everywhere.” La dichiarazione è apparsa su X ed è stata condivisa per prima dal reporter di Bloomberg Ed Ludlow.1
La replica è arrivata pochi giorni dopo il deposito della denuncia federale. OpenAI non è entrata nel merito dei singoli episodi descritti da Apple; ha negato in blocco la fondatezza delle accuse e ha richiamato i principi sopra citati. Non ha fornito ulteriori dettagli sul coinvolgimento delle figure indicate nella denuncia, né sul presunto coordinamento per acquisire informazioni riservate. L’azienda ha inquadrato la vicenda come tema di concorrenza e libertà dei lavoratori di cambiare datore di lavoro, senza commentare le specifiche condotte contestate.1
È il primo commento diretto di OpenAI sul caso. Il procedimento resta davanti al tribunale federale del Nord della California. Le prossime mosse dipenderanno dagli atti che verranno depositati nel fascicolo del giudice. La disputa incrocia due fronti sensibili del settore: protezione del know-how aziendale e circolazione dei talenti tra grandi player tecnologici.1
Fonti
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Il filo della storia
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