Sabato 24 ottobre 2026
L’edizione di oggi
Millebit
AI · Software · QA
Il segnale, non il rumore.

Gli articoli di Millebit sono scritti con l’intelligenza artificiale a partire da fonti citate in ogni pezzo. Come lavoriamo

Intelligenza artificiale

Patreon smette di chiedere ai bot AI di non fare scraping e li blocca

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.

La piattaforma lavora con Cloudflare per impedire che i contenuti dei creator vengano raccolti e usati per addestrare modelli senza permesso.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Il 17 luglio 2026 Patreon ha detto basta agli inviti a non fare scraping: ora blocca direttamente i bot AI, in collaborazione con Cloudflare, per impedire che raccolgano contenuti dei creator per addestrare modelli senza permesso1.

La società spiega che lo scraping si è fatto più sofisticato rispetto al 2023, quando aveva introdotto prime contromisure per scoraggiare i crawler AI1. I deterrenti non bastano più. Per questo Patreon affianca ai propri sistemi il supporto di Cloudflare per bloccare l’accesso dei bot progettati per l’addestramento sui lavori dei creator.

Il paywall ha finora tenuto molta parte dei contenuti fuori dalla portata dei crawler. Più di recente, però, Patreon ha introdotto strumenti di discovery che mostrano di più in superficie. Cita un Home Feed ridisegnato e i post brevi “Quips”. Questi elementi possono esporre più contenuti alle scansioni automatiche rispetto al passato1. Se crescono le superfici pubbliche, aumentano anche i tentativi di raccolta non autorizzata.

Il contesto è più ampio della singola piattaforma. Sempre più editori e creatori online stanno facendo i conti con la raccolta dei loro contenuti da parte di sistemi di intelligenza artificiale a fini di addestramento1. La mossa di Patreon si inserisce in questa fase di reazione. Chi pubblica vuole controllare se e come i dataset inglobano il proprio lavoro. Bloccare i bot è una leva. Un’altra è l’accesso regolato.

Cloudflare offre strumenti che permettono ai siti di restringere i bot AI. Tra questi c’è anche un marketplace che consente di far pagare i bot per lo scraping, chiamato “Pay Per Crawl”1. L’approccio commerciale si affianca ai blocchi, dando ai publisher un ulteriore meccanismo di gestione dell’accesso. Per chi vive di abbonamenti, la scelta tra bloccare, limitare o far pagare tocca direttamente il rapporto con i lettori e con chi riutilizza i contenuti per addestrare modelli.

Patreon indica due motivi per irrigidire le difese. Da un lato, il salto di qualità dei crawler dal 2023 a oggi. Dall’altro, la maggiore visibilità data dai nuovi canali interni di scoperta. La combinazione aumenta il rischio di raccolta non autorizzata. Per questo la piattaforma passa dalla “dissuasione” al blocco, con interventi che mirano ai bot progettati per addestrare modelli sui contenuti ospitati1.

Il cambio di rotta arriva mentre anche i fornitori di infrastruttura aggiornano le regole. Cloudflare ha cambiato le sue politiche all’inizio del mese in relazione ai crawler “a uso misto”1. Le novità sulle policy e gli strumenti di blocco segnalano una fase in cui le piattaforme cercano di distinguere tra traffico utile e richieste che alimentano dataset di training senza un accordo esplicito.

Per i creator su Patreon, la novità tocca un punto pratico: chi pubblica dietro paywall o nelle aree più esposte vuole sapere se il proprio lavoro finisce in dataset di terzi. Il blocco mirato riduce le superfici accessibili ai bot che si presentano come tali. Resta la gestione del perimetro pubblico, che con Home Feed e Quips è più ricco di prima. La scelta di Patreon indica che la partita non si gioca più solo sui file di esclusione, ma su controlli attivi a livello di accesso e su modelli di interazione con i bot che includono anche il pagamento per lo scraping, dove disponibile1.

Fonti

  1. Patreon stops asking AI bots not to scrape — and starts blocking them TechCrunch — AI · 17 luglio 2026
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

Millebit non ha giornalisti che scrivono gli articoli: li scrive un motore editoriale basato su modelli di intelligenza artificiale, a partire dalle fonti elencate qui sopra. Prima di uscire, ogni testo passa questi controlli:

  • Fedeltà alle fonti. Un secondo passaggio toglie ogni affermazione che le fonti non sostengono.
  • Anti-cliché. Un filtro scarta frasi fatte, enfasi e tic della prosa artificiale.
  • Giudizio editoriale. Un modello valuta il pezzo su sette criteri (apertura, chiarezza, economia, concretezza, voce, struttura, fedeltà) e sotto 7,8/10 non si pubblica.

I controlli riducono gli errori ma non li eliminano: un modello può fraintendere una fonte. Per le decisioni importanti, risali alla fonte originale. Se trovi un errore, segnalacelo.

Come funziona Millebit, nel dettaglio →

Hai trovato un errore? Segnalacelo
Tipo di segnalazione

Leggiamo ogni segnalazione. Le correzioni fatte sono elencate in Correzioni. L’email, se la lasci, serve solo a risponderti.