Sabato 24 ottobre 2026
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Intelligenza artificiale

Meta cancella clausola che sembrava autorizzare lo scraping dei siti business

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da fonti pubbliche, senza revisione umana prima della pubblicazione.

La società ha rimosso una frase dai termini commerciali che diceva potersi servire di contenuti di domini di account business per addestrare i suoi prodotti, e ha precisato che i cambiamenti riguardavano solo prodotti pubblicitari e business.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Meta ha cancellato dai Termini commerciali una frase che parlava di “use any content from [a business account’s] domains, web pages, or URLs to provide, develop, improve, research, train, and maintain the integrity of” i propri prodotti. L’azienda ha precisato che la regola riguardava solo pubblicità e prodotti business, non un cambio nelle pratiche di crawling. La rimozione è avvenuta dopo le critiche raccolte da Nieman Lab e la segnalazione di The Verge.

La clausola, inserita nell’aggiornamento più recente dei termini, citava in modo esplicito “develop”, “research” e “train”. Il perimetro includeva “domini, pagine web o URL” collegati a un account business. Giuristi ascoltati da Nieman Lab l’hanno definita una “remarkable provision” e hanno avvertito che, letta alla lettera, avrebbe potuto consentire a Meta di prelevare contenuti dai siti dei publisher con account business e usarli per addestrare i propri modelli.

Meta ha respinto l’idea di un cambio di condotta. Un portavoce ha detto che l’aggiornamento non modificava il modo in cui l’azienda effettua il crawling del web. Nella nota che accompagna la correzione, l’azienda scrive: “We’ve heard you and want to clarify: the crawling terms we consolidated only applied to our ads and business products, and we’ve clarified that in the terms themselves.” E aggiunge: “It does not change how Meta uses web crawlers”.

Poco dopo le contestazioni, la frase non c’era più. The Verge ha riportato la rimozione del passaggio dagli stessi Termini commerciali, con il chiarimento sull’ambito limitato agli strumenti per inserzionisti e clienti business. Meta afferma che si tratta di un consolidamento del linguaggio, non di una nuova autorizzazione allo scraping né di un ampliamento delle fonti usate per l’addestramento.

I fatti, per come risultano dalle fonti: aggiornamento dei termini con la formula “use any content” riferita a domini e pagine dei business account, reazione critica dei giuristi sentiti da Nieman Lab, intervento correttivo di Meta, rimozione della clausola segnalata da The Verge. La posta in gioco è l’uso dei contenuti dei publisher per il training dei modelli di intelligenza artificiale. Su questo punto le interpretazioni restano divergenti: i legali intravedono una base contrattuale molto ampia, l’azienda nega che i termini le conferissero nuovi poteri o cambiassero le sue pratiche di raccolta dati.

Il contesto legale resta attivo. Meta l’anno scorso ha ottenuto una vittoria in una causa di alto profilo su presunte violazioni del copyright. Altre azioni legali che riguardano l’addestramento dei modelli, incluse quelle contro Meta, sono ancora in corso. La correzione dei termini non risolve quel contenzioso: indica però l’attenzione sul linguaggio contrattuale che regola crawler, siti dei publisher e uso dei dati per l’AI.

Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici

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Il filo della storia

  1. Meta elimina frase che sembrava autorizzare lo scraping di notizie
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